di
Monica Ricci Sargentini

L’intesa tra l’Unione europea e il Regno Unito comporta, fra l’altro, l’eliminazione del confine terrestre fra il territorio iberico e la «Rocca»

Per oltre un secolo è stata una delle frontiere più simboliche d’Europa. Da oggi, invece, la recinzione che separa Gibilterra dalla Spagna è destinata a scomparire. L’intesa tra Londra e Bruxelles elimina i controlli alla spostando quelli sull’immigrazione al porto e all’aeroporto di Gibilterra, dove la polizia spagnola opererà per conto dell’area Schengen. La sovranità non cambia: Gibilterra resta britannica e Madrid non ottiene alcun riconoscimento delle proprie rivendicazioni. Ma il compromesso segna una svolta politica perché chiude una delle questioni rimaste aperte dopo la Brexit e restituisce fluidità a un’area attraversata ogni giorno da circa 15 mila lavoratori frontalieri.

Dietro la soluzione tecnica c’è però un significato geopolitico più ampio. Gibilterra controlla uno degli snodi marittimi più importanti del mondo, lo Stretto che collega Atlantico e Mediterraneo, attraversato da una parte rilevante del traffico commerciale globale e delle rotte energetiche. È anche una storica base militare britannica e della Nato, tornata centrale dopo la guerra in Ucraina e con l’instabilità crescente in Medio Oriente.



















































L’intesa rappresenta anche un segnale del nuovo pragmatismo nei rapporti tra Londra e Bruxelles. Dopo anni di tensioni, il governo britannico sceglie la cooperazione su un dossier sensibile senza riaprire il contenzioso sulla sovranità. Una normalizzazione che Washington guarda con favore, perché rafforza il coordinamento tra due alleati strategici in un momento in cui l’attenzione occidentale è concentrata sulla competizione con Cina e Russia.

Sul piano economico, l’accordo comporterà anche un graduale riallineamento di Gibilterra ad alcune regole europee in materia fiscale e commerciale. I negozi perderanno parte del vantaggio competitivo garantito dalla bassa tassazione, ma imprese e autorità locali ritengono che il prezzo sia inferiore ai costi che avrebbe comportato una frontiera rigida.
La caduta della barriera, insomma, non chiude soltanto una ferita lasciata dalla Brexit. Segna anche il ritorno della geopolitica nel Mediterraneo occidentale, dove sicurezza, commercio e controllo delle infrastrutture strategiche stanno tornando al centro degli equilibri tra Europa, Regno Unito e Stati Uniti.

14 luglio 2026 ( modifica il 14 luglio 2026 | 15:28)