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Tra i volti più applauditi dell’ultima serata del BCT – Festival di Benevento, Elena Sofia Ricci arriva con un riconoscimento appena conquistato: all’Italian Global Series Festival di Riccione è stata premiata come miglior attrice protagonista per “Le indagini di Teresa Battaglia“. Un successo che, racconta a margine dell’incontro con il pubblico, considera prima di tutto una vittoria collettiva. La serie Rai, tratta dai romanzi di Ilaria Tuti, è stata infatti l’unica produzione italiana in concorso nella sezione internazionale. E la notizia del premio l’ha colta completamente di sorpresa. «Ero in macchina con mia figlia e continuavano a chiamarmi. Pensavo: “Ma chi è?”. Non sapevo nemmeno che da quest’anno premiassero anche attrici, attori e registi, credevo fosse candidata solo la serie. È stata una sorpresa bellissima».
Un riconoscimento che, ammette, ha un sapore ancora più speciale perché arrivato grazie a un personaggio che inizialmente aveva persino rifiutato. «Quando mi proposero Teresa Battaglia dissi subito di no: pensai che non servisse un altro commissario. Poi ho scoperto un personaggio completamente diverso, una profiler che comprende i serial killer perché porta dentro di sé una ferita profonda. È una donna ruvida, libera, piena di contraddizioni». Un ruolo che, ammette, rappresentava una scommessa anche per Rai 1. «Era una serie molto dark, gotica, coraggiosa, con una protagonista poco accomodante. Nessuno immaginava che avrebbe funzionato così bene».
L’attrice rivendica anche il valore del territorio raccontato dalla fiction. «Portare il Friuli in un concorso internazionale è stato un grande orgoglio. Abbiamo mostrato al mondo paesaggi straordinari e una parte dell’Italia che meritava di essere conosciuta. Il nostro è davvero un Paese meraviglioso».
Guardando al futuro, l’attrice anticipa qualche dettaglio sulla nuova stagione. «Figlia della cenere è il romanzo che aspettavo di interpretare.
Finalmente scopriremo la ferita devastante che ha segnato Teresa e che spiega il suo modo di entrare nella mente degli assassini. È una stagione molto intensa».
Non manca un passaggio su “Che Dio ci aiuti“, dove tornerà ancora una volta nei panni di Suor Angela. «Non riesco proprio a mollarla quella serie. Ormai Francesca Chillemi è la protagonista e io le ho passato il testimone con grande gioia, ma ogni tanto torno a farle un po’ di scherzi. Mi permette di esserci poco e allo stesso tempo di fare altri progetti».
Una scelta coerente con il suo modo di vivere la carriera. «Dopo qualche anno sento il bisogno di cambiare. Lascio tutte le serie quando penso che un personaggio abbia raccontato tutto quello che aveva da dire. Mi piace rimettermi in gioco».
Proprio da questa riflessione nasce spontanea una domanda: perché continuare a fare qualche incursione in Che Dio ci aiuti e non tornare, neppure per un cameo, ne I Cesaroni? Elena Sofia Ricci chiarisce che la scelta risale a molto tempo fa. «Avevo deciso di lasciare la serie già dopo la quarta stagione», spiega, ricordando che il suo percorso nei panni di Lucia si era concluso ben prima del ritorno della fiction. Sul fenomeno dei revival e delle “operazioni ritorno”, invece, preferisce non entrare nel merito. Racconta soltanto di aver seguito poco le nuove puntate dei Ceseroni perché impegnata sul set, e coglie l’occasione per lanciare una riflessione sugli orari della televisione: «Le famiglie vogliono vedere le serie, ma ormai iniziano troppo tardi. La nostra prima serata è diventata quasi una seconda serata. Non lo trovo rispettoso nei confronti del pubblico».
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