di
Gianni Favero

Treviso, la ditta ha un reparto dedicato alla ristorazione con 16 dipendenti. Il fondatore Bruno Vianello: «Dev’essere un luogo dove le persone socializzano e stanno bene»

Un reparto di 16 dipendenti dedicati esclusivamente alla ristorazione, da oggi anche con una pizzeria interna. Poi sale giochi, bar, un soffitto in sala mensa tappezzato di foglie e limoni finti da cui, attraverso dispositivi speciali, esce però profumo vero, così da avere l’impressione di stare in un giardino. E fuori dalla fabbrica, a poche centinaia di metri, un appezzamento di terreno acquistato per costruirci sopra una palazzina con una decina di mini appartamenti: per fare in modo che l’azienda sia attrattiva come luogo di lavoro in cui fermarsi e crescere, occorre che chi venga assunto abbia anche un luogo in cui abitare.

Componenti per Ferrari e Lamborghini

L’accelerazione che Texa, il player delle tecnologie per il comparto automobilistico di Monastier (Treviso), sta imprimendo alle proprie iniziative in questo senso, è percepibile in ogni angolo interno ed esterno e si inserisce a pieno titolo in una delle sfide più importanti, comune praticamente a tutto il mondo della produzione veneta: quello, cioè, di crescere potendo contare sull’ingresso continuo di intelligenze fresche e motivate e di instillare nei collaboratori «la sensazione di essere non un dipendente ma un appartenente», per usare un’espressione dello stesso presidente e fondatore, Bruno Vianello.
Texa, che impiega oggi circa mille addetti, 800 dei quali nel quartier generale di Monastier, ha archiviato il 2025 con ricavi per 205,7 milioni e un Ebitda di 41,6. Nota sul mercato come marchio di punta nel comparto degli strumenti di diagnostica per l’automotive, da cinque anni la casa trevigiana è stata scelta per sviluppare componenti di primissima qualità (in particolare gli inverter) con i quali equipaggiare i modelli top di gamma a trazione elettrica di Lamborghini e Ferrari; marchio, quest’ultimo, che si serve di Texa anche per la propulsione dell’ultima creatura, la già famosa Luce.



















































Dall’azienda attenzione alle terre rare ma anche alla pizza

Alle insegne motoristiche italiane sono stati riservati due stabilimenti indipendenti in una divisione denominata e-Powertrain, dotata di criteri elevatissimi di protezione delle proprietà intellettuali. Dopo avere inaugurato di recente un ampliamento da 30 mila metri quadrati per le produzioni garage equipment, in cui sono state collocate lavorazioni prima eseguite in locali in affitto, nelle vicinanze della sede principale sono già stati opzionati altri lotti di terreno sul quale potersi estendere non appena le dinamiche lo rendessero necessario. Può dunque apparire sorprendente che, in tutto questo turbine di investimenti per la progressione industriale – peraltro non immuni dalle inquietudini per il contesto geopolitico turbolento e la dipendenza dall’Asia sulle forniture di componenti magnetici e per le terre rare – l’azienda dedichi risorse anche alla pizza. Eppure: «Ho sempre pensato – prosegue Vianello – che l’azienda debba essere un luogo dove le persone socializzano e stanno bene. Nel creare questa offerta di ristorazione ho voluto garantire, innanzitutto, la massima qualità delle materie prime, in modo che le pizze siano buone e digeribili».

Prenotare il cibo via app

Perciò, dopo una serie di sperimentazioni, Texa ha scelto un panificatore polesano, il quale fa arrivare a Monastier panetti congelati da 230 grammi ciascuno, ottenuti con una miscela di grani antichi. Grazie ad una app creata appositamente, chi volesse la sua pizza a pranzo può prenotarla sullo smartphone il giorno prima e, nel corso della notte, un’apparecchiatura riporterà l’impasto a temperatura ambiente, così da poter essere cotto al momento giusto. Un grande monitor in sala mensa avviserà il «cliente» che la sua pizza è appena uscita dal forno. Il passo successivo? «Vorrei attrezzarmi per fare in modo che, la sera, sia possibile ottenerla per asporto. Una pizza qui mi costa 2 euro di materie prime ed energia, se vai in una qualsiasi pizzeria, anche take-away – riconosce Vianello – con meno di 8 euro ormai non te la cavi…». Saranno pure dettagli ma attrattività è anche questo.


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15 luglio 2026 ( modifica il 15 luglio 2026 | 07:36)