Si trova in Turkmenistan ed è anche la città che detiene il Guinness World Record per il maggior numero di edifici in candido marmo
«Puoi averla in qualsiasi colore desideri, purché sia nero» diceva Henry Ford a proposito della Model T. Immaginate adesso di acquistare un’auto e di poterla scegliere in qualsiasi versione, a patto che sia bianca. In Turkmenistan non è una provocazione, ma una regola non scritta diventata negli anni una vera e propria norma e infatti, nella capitale Ashgabat, praticamente ogni veicolo circola in una sola tonalità: il bianco, con al massimo l’argento o un tenue color avorio tollerati dalle forze dell’ordine. Tutto il resto rischia il sequestro e pesanti sanzioni.
La città dove domina il bianco
Affacciata ai margini del deserto del Karakum, Ashgabat è celebre per i suoi monumentali edifici rivestiti in marmo bianco e infatti la capitale del Turkmenistan detiene il record, nel Guinness dei Primati per la più alta concentrazione di costruzioni realizzate con questo materiale: oltre 540 edifici. Di giorno il sole si riflette sulle facciate creando un paesaggio quasi abbagliante, mentre di notte l’illuminazione a Led trasforma completamente il volto della città, ma in questo scenario il traffico è obbligato a conformarsi al candore dei palazzi. Taxi, auto private e vetture governative sono infatti quasi esclusivamente bianche.

La regola del presidente e l’ossessione per le auto pulite
La trasformazione è iniziata intorno al 2015 sotto la presidenza di Gurbanguly Berdimuhamedow. Prima fu vietata l’importazione delle auto nere, rosse, blu scuro e di altri colori scuri, poi, nel 2018, l’accesso ad Ashgabat venne di fatto precluso ai veicoli che non fossero bianchi o comunque molto chiari. Molti proprietari sono stati addirittura costretti a riverniciare la propria automobile, mentre i concessionari si sono rapidamente adeguati, proponendo quasi esclusivamente modelli bianchi, creando di fatto un mercato monocromatico. Il colore, però, non basta: le autorità pretendono anche che le vetture siano sempre perfettamente pulite e chi rientra in città con l’auto coperta dalla polvere del deserto può essere fermato dalla polizia e sanzionato. Anche i finestrini oscurati sono vietati, nell’ambito di una regolamentazione che punta a mantenere un’immagine uniforme della capitale.

Tra simbolismo e clima
Qualcuno ha cercato di giustificare il predominio del bianco con una motivazione pratica, ovvero il fatto che nel deserto del Karakum le temperature superino facilmente i 40 gradi e quindi le superfici bianche riflettano meglio la radiazione solare rispetto ai colori scuri, contribuendo a limitare il surriscaldamento. Lo stesso principio che caratterizza gli edifici della capitale finisce così per estendersi anche alle automobili, trasformando il bianco non solo in un simbolo estetico, ma in un elemento identitario della città. Tutto vero, ma nessuno ha il coraggio di ammettere che la scelta è semplicemente il frutto delle preferenze dell’ex presidente Berdimuhamedow, che prima ha trasformato Ashgabat nella “città del marmo bianco” e poi delle “auto bianche”.
15 luglio 2026 ( modifica il 15 luglio 2026 | 10:29)
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