Il club nerazzurro iscritto nel registro degli indagati e contemporaneamente archiviato per presunti favoreggiamenti. Durante le indagini disposti anche pedinamenti

Si chiude l’inchiesta sugli arbitri condotta dalla Procura di Milano. Dopo mesi di intercettazioni, interrogatori in segreto, audizioni e, si scopre oggi, anche pedinamenti, nulla di rilevante ai fini dell’inchiesta è stato riscontrato e si è arrivati all’archiviazione. Per Gianluca Rocchi, l’ex designatore arbitrale (che si era autosospeso subito dopo l’avviso di garanzia dello scorso aprile), il vice Andrea Gervasoni e per l’Inter, club finito nel mirino per presunti favoreggiamenti nelle scelte dei direttori di gara per determinate partite, è arrivata oggi l’archiviazione con un comunicato stampa uscito dalla Procura di Milano. Il club nerazzurro è stato contemporaneamente iscritto nel registro degli indagati e archiviato. La Procura di Milano ricostruisce, si legge nel comunicato, la “sussistenza storica dei singoli episodi di interferenza ipotizzati”, ma “non ravvisa un sistema strutturato volto a interferire sulle nomine”. Lo si legge nella nota del procuratore Marcello Viola in cui si sottolinea che l’istanza di archiviare il caso «distingue tra la frode sportiva penalmente rilevante, che presuppone condotte fraudolente, astrattamente idonee e volte a incidere sulla regolarità della singola gara, dalle condotte di interferenza oggettivamente prive di tali caratteristiche

comunicato—  

Il comunicato porta la firma anche del pm titolare dell’inchiesta, Maurizio Ascione, che è destinato a un nuovo incarico alla Procura Europea. Lascerà oggi il tribunale milanese. Nell’ultimo mese d’indagine è stato affiancato dal procuratore aggiunto Paolo Ielo e oggi, dopo una serie di discussioni interne, è arrivata la firma congiunta sul comunicato che annuncia l’archiviazione delle indagini. 

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procura sportiva e altri indagati—  

Oggi è stata firmata l’archiviazione, ma l’analisi delle carte non finisce qui. Adesso il materiale sarà diviso tra le varie Procure di competenza. Per esempio, le tanto discusse bussate, passeranno a Monza per competenza territoriale. Finora sono rimaste nei fascicoli dei pm milanesi e solo dopo l’archiviazione passeranno di mano. Lì saranno quindi analizzate le condotte dei due “varisti” Nasca e Di Vuolo, accusati di frode sportiva per le bussate al vetro della sala Var di Lissone. Sarà invece valutata a Milano invece la posizione di Daniele Paterna, assistente al Var di Udinese-Parma, colto in flagrante da un video mentre chiederebbe a chi bussava se “era rigore”. Resterà a Milano perché accusato di false informazioni riferite al pm Ascione durante l’audizione. Diverso, ovviamente, il caso della Procura sportiva. Tutte le carte saranno spedite al Procuratore Federale Chiné per approfondire se ci siano stati o meno illeciti sportivi. Inizia un’altra partita. Quella dal punto di vista penale, però, da oggi può dirsi conclusa.