di
Aldo Cazzullo
Nel 2021 l’addio al Real Madrid e da allora una attesa paziente, «andando a dormire presto» come De Niro. Adesso, dopo l’addio di Deschamps, guiderà la nazionale transalpina sperando di riportarla sul tetto del mondo
DAL NOSTRO INVIATO
DALLAS — C’era un avvoltoio in agguato, o un angelo in attesa, ieri sulla panchina francese. Un’ombra sulla testa di Didier Deschamps; un presagio di riscatto per i Bleus.
Zinedine Zidane ha qualcosa da farsi perdonare. L’ultima volta che ha indossato la maglia della Francia è uscito dal campo non da capitano, ma da espulso. Cacciato nel momento decisivo della finale con l’Italia per la testata a Materazzi. Non si è mai capito bene cosa gli sia accaduto. Certo, le provocazioni del nostro difensore. Ma quel gesto inconsulto resta una follia inspiegabile. Un’altra testata meno celebre, inferta al tedesco Kientz dell’Amburgo, gli era costata il Pallone d’Oro del 2000, che andò a Figo (incredibilmente Zidane, il più forte centrocampista dell’era moderna, ha vinto un solo Pallone d’Oro, dopo il Mondiale del 1998).
Anche da tecnico Zizou ha dimostrato di saperci fare. È stato il primo allenatore a vincere tre Champions di fila. Ha lasciato il Real Madrid, ne è stato richiamato, se n’è andato definitivamente nel 2021. Nel calcio di oggi, un’era geologica.
Da allora Zinedine Zidane ha fatto una sola cosa: ha aspettato. In tutti questi anni, come il De Niro di «C’era una volta in America», è andato a letto presto. Ha inaugurato campi da calcio per giovani delle banlieues. Ha coltivato le sue proprietà, alla periferia di Madrid e nel Sud della Francia, dove vivono i genitori di sua moglie Véronique, di origine andalusa, con cui è sposato da trentadue anni.
Ha mantenuto stretto il legame con David Bettoni, l’amico di una vita, che ora gli farà da vice sulla panchina della Francia, di cui Zidane sarà il nuovo ct. Ieri sera sui social francesi è diventato virale il suo gol alla Spagna, eliminata dai Bleus dal Mondiale del 2006, quello della testata. Adesso tocca a lui allenare Kylian Mbappé e tentare di riportare la Francia sul tetto del mondo. Con la sua eleganza, la sua classe, e anche il mistero della sua follia a volte pericolosa, per gli altri e per lui stesso. Il bello del calcio è che non finisce mai.
15 luglio 2026 ( modifica il 15 luglio 2026 | 12:21)
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