«Signore, grazie per avermi dato un altro giorno in cui fare quello che amo». Le mani giunte, illuminate dalla luce colorata che filtra dalle vetrate di una cattedrale. Un uomo assorto in preghiera, poi il portone della chiesa si spalanca, e dal video proiettato sugli schermi, l’uomo, Bruno Mars, entra sul palco di San Siro. Dacci oggi il nostro spettacolo quotidiano.

L’uomo delle classifiche, dei 16 Grammy, l’artista più ascoltato su Spotify mese per mese, quello con 2,1 milioni di biglietti venduti in un singolo giorno, arriva a Milano per la prima delle due date italiane del suo The Romantic Tour (14 e 15 luglio) dedicato al suo ultimo album, uscito il 27 febbraio per Atlantic Records. Prima di lui, sul palco, Victoria Monét; poi, dopo aver chiesto la benedizione divina, Bruno Mars è pronto a prendersi lo stadio.

Non importa il caldo, o la coreografia perfettamente coordinata delle mani del pubblico che si sventagliano a più non posso: appena si accendono i tre schermi intorno al palco, scendono i ventagli, si alzano i telefoni, gli striscioni con scritto sopra «Marry me» e le teste coronate di bandana rossa ondeggiano all’unisono. Per due ore, canterà, salterà da un lato all’altro, su e giù da un’auto d’epoca, o da una Vespa gialla che monta portando al collo una sciarpa dell’Italia, suonerà la chitarra, il piano, scherzerà con la band, farà fuoco e fiamme (letteralmente).