di
Vera Mantengoli

Venezia, il sovrintendente Nicola Colabianchi nomina la musicista toscana. Termina dopo cinque anni il mandato del maestro Alfonso Caiani. «Non ci aveva anticipato nulla»

Elena Pierini sarà la nuova guida del Coro della Fenice. A settembre prenderà il posto dell’attuale Maestro Alfonso Caiani che concluderà il mandato quinquennale, dopo esserci stato anche nel 2008 e nel 2009. La nomina è arrivata durante la tournée a Lubiana e non è stata anticipata alla Rsu che, come avvenuto con Beatrice Venezi, l’ha appresa dai media. Nell’ultimo incontro sindacale del 2 luglio, era stato proprio chiesto al sovrintendente Nicola Colabianchi se ci fossero novità e lui aveva risposto che non aveva ancora il nome: poi la decisione, un po’ a sorpresa. Tuttavia, anche se non ci sono state mobilitazioni come nel caso della direttrice d’orchestra lucchese, nominata e poi licenziata, anche il nome di Pierini ha creato qualche perplessità.

Il sovrintendente: «Accogliamo Pierini con viva emozione»

Nata a Firenze, Pierini si è formata in pianoforte, percussioni e canto. Dopo il trasferimento negli Stati Uniti e il conseguimento di un master in Direzione Corale, ha lavorato in Europa e in America. È stata direttrice del Coro del Landestheater di Linz; nel 2024 è stata invitata al Teatro Lirico di Cagliari (quando come sovrintendente c’era proprio Colabianchi) e nel 2025 all’Opera di Lipsia. Il suo debutto ufficiale sarà il 18 settembre al Teatro Malibran con la produzione di Pagliacci di Ruggero Leoncavallo. Prima di lei, come donna, c’era stata solo Emanuela Di Pietro (dal 2004 al 2008) a ricoprire il ruolo prestigioso di Maestra del Coro formato da 72 voci. «Salutare un professionista come Alfonso Caiani è un atto di profonda gratitudine per quanto ha saputo dare alla nostra istituzione e ai nostri artisti – ha detto Colabianchi – Al contempo, è con viva emozione e fiducia che accogliamo la Maestra Pierini. Siamo certi che la sua dedizione e il suo talento sapranno guidare il nostro straordinario Coro verso esaltanti traguardi artistici, nel segno della continuità e dell’eccellenza che contraddistinguono la Fenice».



















































La nuova Maestra sospesa a Linz

Martedì sulla chat interna dei lavoratori ha iniziato a girare un articolo datato 10 aprile 2025 tratto dal quotidiano austriaco Nachrichten, firmato da Peter Grubmüller, in cui si raccontava che il direttore del teatro di Linz Hermann Schneider aveva sospeso Pierini, in scadenza nel 2026, per alcuni mesi con l’accusa di «toni scortesi, caos nell’organizzazione e nella pianificazione delle prove, favoritismi». Le sue competenze professionali non sarebbero mai state messe in discussione, ma quelle relazionali sì, al punto che Schneider avrebbe imposto a Pierini un corso di leadership e comunicazione. «Accogliamo la nuova nomina senza pregiudizi, nonostante non ci sia stata comunicata formalmente – ha detto Francesca Poropat della Cgil – Come parte della Rsu ho comunque il dovere di ricordare che una grande maggioranza del Coro avrebbe sperato che il maestro Caiani rimanesse per poter continuare il percorso di crescita avviato, come io stessa ho fatto presente al sovrintendente lo scorso 3 giugno. Attendiamo comunque di conoscere di persona la nuova Maestra». Il sovrintendente ha deciso di chiamare una persona di sua fiducia e potrebbe non essere l’ultimo cambiamento. C’è già chi teme che anche il direttore generale Andrea Erri, noto per aver sempre mantenuto in attivo il bilancio e per aver avviato numerose iniziative, potrebbe essere sostituito a fine anno, quando scadrà il suo mandato.

L’intervista-sfogo di Beatrice Venezi

La notizia di Pierini arriva proprio nel bel mezzo di nuove tensioni per l’intervista rilasciata da Beatrice Venezi a Hoara Borselli per il podcast Sette Vite in cui accusa Colabianchi, il ministro del Mic Alessandro Giuli e indirettamente anche la destra di Giorgia Meloni («Non tornerei più sul palco di Atreju»): «La Fondazione aveva bisogno di presentare una faccia nuova, avevano scelto la mia, ma sono stata usata». «Non ho avuto alcuna forma di tutela da parte della Fondazione, ma anche il ministero non è mai intervenuto nei miei confronti — ha poi aggiunto — Se fossi stato il ministro mi sarei mosso in qualche modo per capire che stava succedendo a Venezia, invece in sette mesi il ministro non ci ha mai messo la faccia e io non l’ho mai sentito». Il neosindaco di Venezia Simone Venturini taglia invece corto: «Sono sindaco da un mese, il tema Venezi si è chiuso prima del mio insediamento, lo archiviamo nel passato e pensiamo al futuro».


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15 luglio 2026 ( modifica il 15 luglio 2026 | 18:06)