Negli ultimi sei anni lo Stato italiano ha speso oltre 190 miliardi di euro in incentivi alla ristrutturazione delle case per migliorare l’efficienza energetica. Ma Superbonus e altre misure come il bonus facciate, l’Ecobonus e il bonus ristrutturazione non sono bastate. Dopo i giudizi negativi della Corte dei conti Ue, ora arriva anche l’ultima rilevazione Eurostat: l’Italia è ultima nell’Ue per la quota di persone che vivono in case efficientate negli ultimi cinque anni nonostante gli ingenti fondi stanziati.

Italia ultima in Ue per efficientamento energetico

Secondo Eurostat, nel 2025 quasi un europeo su quattro viveva in un’abitazione nella quale erano stati realizzati di recente interventi per ridurre i consumi o la dispersione di calore. L’indagine – che si basa sulla percentuale di residenti che dichiarano di vivere in un’abitazione nella quale sono stati realizzati lavori di efficientamento energetico nell’ultimo quinquennio – mostra dati molto diversificati. Nei Paesi Bassi la quota raggiunge il 60,5%, in Danimarca il 34%, mentre Francia e Slovenia si attestano al 33,3%. All’estremo opposto c’è l’Italia, con appena il 2,6 per cento.

italia ultima ue efficienza energetica superbonus eurostat grafico today

Il risultato italiano colpisce anche per la rapidità della caduta. Nella precedente rilevazione, riferita al 2023, la quota nazionale era pari al 14,7%. In due anni è quindi diminuita di 12,1 punti percentuali. Eurostat inserisce infatti l’Italia tra gli Stati che hanno registrato le contrazioni più consistenti tra il 2023 e il 2025, insieme a Estonia, Slovacchia, Croazia e Lituania. Nello stesso periodo, la media europea è scesa più moderatamente, dal 25,8 al 23,9%.

Il fallimento della stagione dei bonus edilizi

Nei lavori considerati nel questionario Eurostat rientrano interventi come l’isolamento termico di pareti esterne, tetti e pavimenti, la sostituzione dei vetri singoli con infissi a doppio o triplo vetro e l’installazione di sistemi di riscaldamento più efficienti. Possono essere compresi sia lavori effettuati nella singola abitazione sia interventi sull’intero edificio, anche quando decisi dal proprietario o dal condominio. 

Il lasso di tempo considerato dall’indagine – dal 2020 al 2025 – coincide con la “stagione” dei bonus edilizi attivati e potenziati in Italia. E nel periodo in questione di “usabile” non c’era solo il Superbonus: bisogna inserire nel computo anche l’Ecobonus, il bonus facciate e il bonus ristrutturazione.  

Nell’ultimo rapporto annuale riferibile al 2025, Enea ha certificato una riduzione dei risparmi energetici attribuibile ai bonus del 37 per cento, dovute, in larga parte, alla “conclusione della fase espansiva del Superecobonus”. Ma è proprio agli anni precedenti che bisogna guardare.

Il costo di Superbonus e bonus edilizi sale a 190 miliardi di euro 

A oggi, il solo Superbonus è costato 131,9 miliardi. Il dato è contenuto nell’ultimo aggiornamento Enea sulla misura aggiornato al 30 aprile 2026. Gli altri incentivi per ristrutturare casa e che finanziano gli interventi simili o sovrapponibili a quelli menzionati nell’indagine Eurostat valgono altri 63,4 miliardi di euro.

dati enea superbonus aggiornati 30 aprile 2026

Dentro troviamo bonus ristrutturazione, facciate, Ecobonus che ammontano a circa altri 60 miliardi di euro. Il calcolo inizia dal 2020, proprio il periodo di riferimento dell’indagine Eurostat: è quello della stagione dei bonus edilizi. I dati sono anche raccolti in una tabella della Corte dei conti presentata nella memoria del procuratore generale, Pio Silvestri, all’interno del giudizio sul rendiconto dello Stato 2025. Sotto, l’abbiamo aggiornata con gli ultimi dati Enea.

Un “buco” da 172 miliardi: come il Superbonus è diventato il conto più salato della storia d’Italia

Considerando anche i bonus per gli interventi sismici i costi nel quinquennio salgono a 235,3 miliardi di euro. 

tabella spesa bonus edilizi corte dei conti aggiornata aprile 2026

Nonostante la mole di fondi pubblici stanziati, la quota di abitazioni ristrutturate e rinnovate è di circa il 5 per cento sul totale del parco abitativo nazionale. 

Chi dichiara di aver ristrutturato l’abitazione: alle case popolari le briciole

A livello europeo le ristrutturazioni energetiche risultano più diffuse tra i proprietari: il 26,9% vive in una casa migliorata negli ultimi cinque anni, contro il 16,7% degli inquilini. La quota sale al 30,5% tra chi abita in case indipendenti e si ferma al 16,6% per chi vive in appartamento.

Il primato negativo italiano è ancora più netto tra le persone economicamente vulnerabili. Nel 2025 soltanto l’1,5% degli italiani a rischio di povertà o esclusione sociale dichiarava di vivere in una casa efficientata nei cinque anni precedenti, contro il 17,4% della media Ue. Tra chi non era a rischio, la quota italiana saliva al 2,9%, restando comunque, come visto, la più bassa dell’Unione. 

I bonus e i finanziamenti “fantasma” di Meloni: così 2,8 miliardi di euro sono bloccati nei cassetti del governo

Anche questo è il riflesso di quanto successo negli anni precedenti. Nelle indagini sul Superbonus la quota di lavori finanziati nelle case popolari è residuale: secondo una stima basata sui dati Federcasa, alle case popolari sarebbe andato circa il 2,1% della spesa complessiva della misura. Briciole rispetto alle centinaia di miliardi spesi.

Dossier è la sezione di inchieste esclusive in abbonamento di Today.it. Se vuoi sostenere il nostro lavoro giornalistico e abbonarti, visita la nostra vetrina cliccando qui.

Leggi gli altri Dossier di Today.it






4 minuti di lettura