di
Andrea Rinaldi
Il governatore all’assemblea Abi. Patuelli: «Urge l’Unione bancaria e misure che stimolino gli investimenti privati. Le banche fanno più della loro parte». Giorgetti: «Il risiko utile se crea valore per il Paese»
Il conflitto in Medio Oriente, il nuovo choc energetico e la rivoluzione dell’intelligenza artificiale stanno ridisegnando gli equilibri dell’economia mondiale. In questo scenario la Banca centrale europea dovrà continuare a muoversi con cautela, mentre i mercati finanziari sembrano scontare solo in parte i rischi geopolitici. È il messaggio che il governatore della Banca d’Italia, Fabio Panetta, consegna all’assemblea dell’Abi (qui il discorso integrale) mentre il presidente dei banchieri Antonio Patuelli sottolinea l’urgenza dell’Unione bancaria con il ministro Giancarlo Giorgetti che ribadisce che il risiko bancario ha senso se crea valore per il Paese.
Il numero uno di via Nazionale fotografa un’economia globale attraversata da due forze opposte: da una parte la guerra, che alimenta rincari energetici e incertezza; dall’altra l’intelligenza artificiale, che sostiene investimenti e crescita. Per l’Eurozona, tuttavia, prevalgono ancora gli elementi di debolezza.
Il caro vita
«L’inflazione oscilla attualmente intorno al 3% e si manterrebbe al di sopra di tale valore fino all’inizio del 2027», osserva Panetta, ricordando come il recente rialzo dei tassi deciso dalla Bce sia stato «una prima risposta, misurata, alla prevalenza di rischi al rialzo per l’inflazione». Le prossime decisioni, aggiunge, dipenderanno dall’evoluzione dei prezzi dell’energia, della congiuntura e delle dinamiche salariali, con l’obiettivo di «preservare il saldo ancoraggio delle aspettative di inflazione».
I mercati
Il governatore dedica ampio spazio anche ai mercati finanziari, che dopo le tensioni iniziali legate al conflitto hanno rapidamente recuperato terreno. Un comportamento che invita però a non interpretare con eccessivo ottimismo.
«La rapidità del recupero dei mercati va interpretata con cautela», avverte. Da un lato potrebbe riflettere la fiducia nella capacità dell’economia mondiale di assorbire gli shock; dall’altro «può anche segnalare una sottovalutazione dei rischi». Secondo Panetta, infatti, rincaro dell’energia, condizioni finanziarie più restrittive e persistente instabilità geopolitica «appaiono incorporati solo in parte nelle valutazioni di mercato».
Particolare attenzione viene riservata al boom dell’intelligenza artificiale, che sta alimentando gli investimenti nelle infrastrutture digitali e spingendo al rialzo le quotazioni dei produttori di semiconduttori. Un fenomeno destinato a cambiare gli equilibri della crescita, ma che presenta anche elementi di vulnerabilità.
«L’intelligenza artificiale è destinata ad avere effetti rilevanti sulla produttività e sulla crescita. I benefici restano tuttavia incerti nei tempi e nella distribuzione», sottolinea il governatore. Le valutazioni di alcune società del settore, aggiunge, sembrano già incorporare scenari estremamente favorevoli e potrebbero essere riviste se aumentasse la concorrenza o si ampliassero le capacità produttive.
Il giudizio sulle banche
Sul fronte domestico, il giudizio sul sistema bancario resta invece positivo. Gli istituti italiani, evidenzia il governatore, continuano a sostenere famiglie e imprese e mostrano fondamentali solidi. «La redditività resta elevata, la patrimonializzazione è più che adeguata, la qualità degli attivi molto buona», afferma, ricordando come il rapporto tra crediti deteriorati e totale dei prestiti sia sceso all’1%, dopo aver superato l’8% dieci anni fa.
La vigilanza
Panetta richiama però anche l’importanza della governance negli istituti di credito, dopo alcune crisi che hanno interessato banche di minori dimensioni. «La vigilanza può ridurre i rischi, ma non può sostituirsi agli organi societari», osserva. «Le prime linee di difesa restano all’interno degli intermediari. Da esse dipendono, prima ancora che dall’azione delle autorità, la fiducia su cui si fonda l’attività bancaria».
Il risiko
Il governatore affronta il tema del consolidamento bancario, che coinvolge anche assicurazioni e società del risparmio gestito. Le aggregazioni possono rafforzare il sistema, spiega, ma non rappresentano un valore in sé. «Il consolidamento va giudicato dalla sua capacità di conseguire questi obiettivi, preservando al tempo stesso concorrenza, pluralismo e vicinanza alle esigenze dell’economia reale».
Il messaggio conclusivo è insieme di fiducia e cautela. «La stabilità che abbiamo il compito di salvaguardare non è la quiete di un’economia inerte: è l’equilibrio di un’economia in movimento». Secondo Panetta, l’Italia parte da basi solide – un sistema bancario rafforzato, famiglie con elevata capacità di risparmio e imprese resilienti – ma la sfida sarà trasformare questi punti di forza «in investimenti, innovazione e sviluppo duraturo».
Il ministro e il consolidamento bancario
Anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti tocca il tema del risiko bancario ed è di nuovo netto: «Forti della rinnovata solidità, le banche possono e devono contribuire a portare l’economia italiana nel quadro dell’integrazione europea del mercato dei capitali, su un livello più sostenuto di crescita», premette il titolare del Tesoro, che poi precisa: «Le dimensioni degli istituti e le aggregazioni non sono un valore in sé tranne forse per gli azionisti ma lo possono diventare per il Paese quando rafforzano la stabilità e le condizioni per investire in tecnologia, sicurezza e innovazione». Le banche «possono e devono contribuire a portare l’economia italiana su un livello più sostenuto di crescita», aggiunge il ministro, lasciando cadere una notizia: «Questa sarà l’ultima assemblea Abi in cui il governo è socio di importanti istituti bancari».
Einaudi, l’Europa e la concorrenza
Anche il presidente Abi, Antonio Patuelli, affida alla platea un messaggio di respiro europeo, non senza sottolineare il contributo del credito all’economia italiana e ricordando l’elevata tassazione a cui sono sottoposti gli istituti. «Occorre più iniziativa delle Istituzioni europee per la pace, la prosperità, la sostenibilità ambientale e sociale e per la maggiore competitività economica del mercato europeo e della Ue anche difronte ai dazi, agli sbalzi del cambio euro-dollaro, all’applicazione, altrove non coerente, degli accordi di Basilea», ha detto il numero uno di Palazzo Altieri, che l’assise ha riconfermato al vertice.
Il discorso di Patuelli
Il discorso di Patuelli comincia ricordando i banchieri scomparsi Maurizio Sella e Piero Barucci e prosegye citando un grande padre del risparmio e del credito italiani, Luigi Einaudi, «che insegna che sono preferibili le libertà degli scambi, le libertà doganali e il “disarmo doganale”». Secondo il presidente Abi «sono indispensabili e urgenti i completamenti dell’Unione bancaria, dei mercati dei capitali e dei risparmi, e la minore concorrenza fiscale fra gli Stati della Ue. Occorrono nuove regole comuni, Testi unici o “Codici” europei di diritto innanzitutto bancario, finanziario, fiscale e penale dell’economia per far crescere la competizione economica con regole uniformi e più semplici, in un mercato davvero unico».
«In questa fase, per evitare la paralisi decisionale dei veti, occorrono nella Ue le cooperazioni rafforzate degli Stati», prosegue Patuelli nella sua relazione. Ciò non toglie che servano «misure che stimolino gli investimenti privati, con la migliore utilizzazione, sempre libera e responsabile, del risparmio che è opportuno venga attratto da investimenti produttivi e finanziari a lungo termine, con la riduzione della pressione fiscale per i risparmiatori in proporzione alla durata».
Il contributo delle banche e le tasse
Patuelli non dimentica di citare l’apporto degli istituti di credito e al sistema Paese: «Le banche collaborano con le Istituzioni anche per ogni iniziativa sociale, come i prestiti a studenti e giovani. Le banche hanno affrontato ogni tipo di crisi, hanno applicato in Italia tante riforme e hanno fatto in questi anni continui, ingenti rafforzamenti di capitale e riorganizzazioni più che in altre parti d’Europa, con il costruttivo ruolo dei sindacati dei bancari. Le banche in Italia fanno più della loro parte – rileva il presidente dei banchieri , per senso di responsabilità, per la lotta costante ad ogni forma di illegalità, per gli interventi di solidarietà a famiglie e imprese innanzitutto per le calamità naturali, per il sostegno diretto e indiretto alle esigenze sociali e con livelli di tassazione superiori a quelli dovuti per l’art. 53 della Costituzione». Il riferimento è alle tasse sugli extraprofitti decise dall’esecutivo Meloni a beneficio dei rappresentanti che siedono all’Auditorium della Tecnica come il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.
15 luglio 2026 ( modifica il 15 luglio 2026 | 15:25)
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