di
Ilaria Sacchettoni

I pm hanno ordinato l’acquisizione delle interviste degli ultimi giorni rilasciate sui canali Rai. I sospetti sul sostegno del giornalista agli affari del ristoratore

ROMA –  Indagati e comunicativi. Le molte interviste rilasciate da Valter Lavitola e Gomes Clesio Tavares negli ultimi giorni dicono più di tante intercettazioni. Con questa convinzione i magistrati ne hanno disposto l’acquisizione: si vuol capire, ora, se contengano messaggi rivolti all’esterno e perfino se esprimano qualche tentativo di condizionamento nei confronti degli investigatori. Prima di tutto i telegiornali: sia Lavitola che Gomes hanno privilegiato la prima serata di Raiuno per replicare alle accuse dei pm antimafia Carlo Villani e Edoardo De Santis. Parlando a distanza l’uno dell’altro. 

Le interviste ai tg e il disappunto del legale cdi Lavitola

«Non so se sperare — ha detto il faccendiere sotto accusa per strage con metodo mafioso del proprio factotum Clesio Tavares — che rientri o che non rientri. Ma mi ha scritto un messaggio». Era il 10 luglio scorso e il Tg1 arrivava solo secondo. Prima della Rai vi erano state, infatti, approfondite dichiarazioni a un quotidiano, peraltro rilasciate il giorno stesso dell’interrogatorio in Procura (per inciso Lavitola non ha inteso rispondere ai pm). E dunque il difensore, il prudente avvocato Sergio Cola, ha preso l’iniziativa: «Ho indirizzato una mail a Lavitola spiegando con garbo che se mi fossi imbattuto in un’altra intervista allora avrei rinunciato al mandato. Mica sono cose con cui scherzare. C’è un’inchiesta della Procura». Il disappunto di Cola sembra rientrato assieme alle esternazioni dell’ex direttore dell’Avanti. Intanto, però, sono iniziate quelle di Gomes, a sua volta indagato: «Lavitola per me è come un padre, più di un amico», ha spiegato a un altro quotidiano il factotum del faccendiere. I carabinieri del Nucleo Investigativo rilevano poi il divario tra le dichiarazioni di Gomes che, in un primo momento, ha detto di essere pronto a tornare in Italia dal Camerun («Tornerò il 5 agosto») mentre intervistato successivamente dal Tg1 ha fatto marcia indietro, spiegando che non tornerà e confermando così l’unico dato certo della sua irreperibilità.



















































La cena di Lavitola e Ranucci con Urban Vision

L’inchiesta in corso, tuttavia, non esaurisce i molti dubbi — alcuni di carattere più deontologico che altro — sulla postura di Sigfrido Ranucci. La pubblicazione da parte del Fatto Quotidiano della notizia di una cena tra Lavitola, Ranucci e i numeri uno e due della Urban Vision (società pubblicitaria) veicola il sospetto che l’autorevolezza del giornalista di Report aprisse le porte agli affari di Lavitola impegnato nella promozione del business sul Carbon credit. Oggi, intanto, i magistrati leggeranno il contenuto dei cellulari e altri supporti informatici del faccendiere. In parallelo gli stessi pm dovranno occuparsi dell’esposto di Ranucci che, attraverso il suo avvocato Roberto De Vita, ha fatto sapere di voler chiarezza su eventuali rivelazioni del segreto istruttorio ad opera di qualche quotidiano.

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Ranucci, attacchi e insinuazioni su di lui

Ieri è stata ancora, per Ranucci, una giornata di attacchi e insinuazioni. Tra quanti pretendono di fare le pulci al suo metodo di relazionarsi con le fonti vi è anche la piattaforma social di destra Esperia che consegna alle cronache episodi di presunta ambiguità del giornalista proprio con i whistleblower, alludendo a rapporti professionali con ragazze che si sono trasformati, poi, in storie sentimentali. Qui Ranucci parla di «sciacallaggio da parte di alcuni colleghi» e precisa: «A proposito di opacità ancora non è chiaro perché per mesi questi colleghi si sono nascosti dietro una fiduciaria milanese. Né io né Report ci siamo mai nascosti dietro fiduciarie». Infine, una querela destinata a Lavitola è partita da Adolfo Urso alla guida del ministero delle Imprese e del Made in Italy. Urso si sentirebbe diffamato da una puntata di Report nella quale si sosteneva che aderisse alla massoneria internazionale.


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15 luglio 2026 ( modifica il 15 luglio 2026 | 12:00)