Il prezzo medio dell’energia elettrica per gli utenti residenziali è aumentato di circa il 68% dal 2019. La governatrice Hochul: «È mia responsabilità agire»
Lo Stato di New York è il primo degli Stati Uniti a fermare la costruzione di grandi nuovi data center, imponendo una moratoria di un anno. La decisione arriva in una fase in cui crescono le preoccupazioni per i consumi energetici insostenibili di queste strutture, che mettono sotto pressione le forniture idriche e gravano sulle comunità locali.
A cosa si applica il divieto
Mentre le aziende tecnologiche corrono per costruire nuovi data center, legislatori e regolatori in decine di stati americani stanno valutando misure per limitare il loro impatto sulle reti elettriche, sulle bollette e sulle comunità locali. «Mentre lo sviluppo dei data center minaccia di far salire le bollette, esaurire le nostre risorse naturali e creare incertezza per i newyorkesi, è mia responsabilità agire e guidare», ha dichiarato la governatrice di New York Kathy Hochul. Il divieto di costruzione si applicherà ai data center che utilizzano 50 megawatt o più di energia.
I costi per i cittadini
Secondo i dati diffusi dall’amministrazione statale, il prezzo medio dell’energia elettrica per gli utenti residenziali nello Stato di New York è aumentato di circa il 68% dal 2019. Questo contesto ha contribuito a rafforzare l’opposizione di parte dell’opinione pubblica verso nuovi impianti di grandi dimensioni. Un sondaggio del Siena Research Institute condotto a giugno mostra che il 46% degli intervistati è favorevole al divieto di costruire nuovi data center, mentre il 21% è contrario.
«Questa moratoria di un anno rappresenta un enorme passo avanti per le comunità di New York che lottano contro l’ondata di proposte per la costruzione di giganteschi data center», ha dichiarato Laura Shindell, direttrice di Food & Water Watch, un’organizzazione ambientalista dello Stato di New York. «È il risultato diretto dell’immensa pressione pubblica esercitata dai cittadini di tutto lo Stato, che chiedono ai propri rappresentanti eletti di proteggerli dall’assalto delle grandi aziende tecnologiche, che minaccia la qualità dell’aria e dell’acqua dello Stato e la sicurezza finanziaria dei newyorkesi».
15 luglio 2026 ( modifica il 15 luglio 2026 | 21:32)
© RIPRODUZIONE RISERVATA