di
Federica Bandirali

Oltre a rivoluzionare la musica, l’artista si è affermato come icona di stile grazie a un modo di vestire che sfida gli stereotipi di genere e unisce alta moda, streetwear e cultura latina

Il conto alla rovescia è iniziato: domani 17 luglio (e poi il 18), Bad Bunny farà tappa a Milano con due date all’Ippodromo SNAI La Maura, tra gli appuntamenti musicali più attesi dell’estate. Perché se Bad Bunny ha rivoluzionato la musica, ha fatto lo stesso anche con la moda. Ogni sua apparizione pubblica è un esercizio di stile che sfida stereotipi e convenzioni, mescolando lusso, streetwear e riferimenti alla cultura latina con un’attitudine profondamente personale. Nel suo guardaroba convivono senza sforzo completi sartoriali, pellicce, gioielli, gonne, maxi occhiali e sneaker. Non c’è un’estetica fissa: c’è la volontà di usare gli abiti come strumento di espressione, senza lasciarsi limitare dalle tradizionali categorie di genere. Un approccio che ha contribuito a renderlo una delle figure più influenti del panorama fashion contemporaneo.

b bunny

Tra i marchi che hanno accompagnato questa evoluzione c’è Schiaparelli. Le creazioni della maison guidata da Daniel Roseberry, celebri per il loro surrealismo e per le silhouette scultoree, si sposano perfettamente con l’immaginario teatrale di Bad Bunny. Sul red carpet e nelle campagne moda, l’artista ha indossato più volte look della casa francese, contribuendo a consolidarne l’immagine presso una nuova generazione di appassionati.
Ma il suo impatto si misura anche dall’altra parte del mercato. Quando Bad Bunny lancia una tendenza, non è raro che questa arrivi rapidamente anche nel fast fashion. Zara, negli ultimi anni, ha interpretato molte delle estetiche che il cantante ha contribuito a rendere popolari: pantaloni oversize, camicie stampate, completi fluidi, colori vivaci, denim ampio e accessori dal gusto rétro. Non si tratta di collaborazioni dirette, ma di un dialogo con le tendenze che il cantante ha contribuito a portare nel mainstream.
Anche il mondo dello sportswear continua a celebrare il suo impatto culturale. In occasione dei concerti estivi del tour, Adidas ha lanciato una capsule collection dedicata, ispirata all’estetica e all’immaginario di Bad Bunny.



















































Bad Bunny arriva a Milano: perché il suo stile è diventato un manifesto di libertà

La collezione unisce capi essenziali, dettagli grafici e sneaker che richiamano il suo stile inconfondibile, confermando come la sua influenza si estenda ben oltre il palco e continui a dettare tendenze nel fashion internazionale.
La forza del suo stile sta proprio nella capacità di far convivere mondi apparentemente opposti. Da un lato l’alta moda delle passerelle parigine, dall’altro capi accessibili che chiunque può reinterpretare. Il risultato è un linguaggio visivo che ha ispirato milioni di fan e ha ridefinito il modo in cui una popstar può raccontarsi attraverso gli abiti. In vista delle due date milanesi è facile immaginare che anche il pubblico trasformi il concerto in una passerella a cielo aperto. Tra occhiali da sole colorati, camicie aperte, silhouette oversize e dettagli eccentrici, il dress code sarà probabilmente un omaggio all’universo creativo di Bad Bunny: libero, ironico e senza regole.

16 luglio 2026