di
Elena Meli
Obbligatorio nei soldati over 30, si inserisce in una «moda» di potenziamento tramite l’ormone. Ma i rischi superano di gran lunga i benefici, se non c’è una carenza conclamata
Servono soldati che operino ‘al massimo delle loro potenzialità’, che abbiano un bel po’ di testosterone in circolo. Lo screening annuale dei livelli dell’ormone maschile per eccellenza nei militari statunitensi, annunciato il 15 luglio dal Segretario della Difesa degli Stati Uniti Pete Hegseth, è stato proposto con la giustificazione di avere truppe ‘forti, resilienti e capaci’, sull’onda delle prese di posizione del Segretario alla salute Robert F. Kennedy Jr, che sta cercando di rendere più semplici le prescrizioni di terapie a base di testosterone. E anche se tuttora gel, pillole, cerotti e iniezioni di testosterone sono regolamentati dalla Food and Drug Administration statunitense come trattamenti per l’ipogonadismo, una condizione in cui i livelli dell’ormone sono patologicamente bassi, al di là dell’oceano la tendenza verso un utilizzo ampio (e pure fai da te) è ormai consolidata.
Healthfluencer e prescrizioni
Con l’amministrazione Trump la moda del testosterone ha preso ancora più piede e sono sempre di più negli Usa gli ‘healthfluencer’ che pubblicizzano sui social l’ormone maschile come strada sicura per avere muscoli definiti, mantenersi giovani e con la mente scattante, al punto che rispetto al 2019 le prescrizioni negli Stati Uniti sono raddoppiate. La Food and Drug Administration ha rimosso la ‘black box’ che associava al testosterone un maggior rischio cardiovascolare, le ‘cliniche del testosterone’ online prosperano e la proposta di screening alle truppe è quindi solo l’ultima delle tante iniziative che stanno facilitando l’accesso alla terapia ormonale. Peccato che stando ai dati scientifici e clinici disponibili, molti degli effetti attribuiti al testosterone siano falsi miti: la maggior aggressività connessa ad alti livelli di testosterone, che forse è un effetto sperato da Hegseth per i soldati, è un equivoco che nasce dal consumo degli steroidi anabolizzanti. È vero che prendendo testosterone in quantità di vari ordini di grandezza superiori al normale si può diventare più irascibili, ma nella variabilità fisiologica non ci sono differenze di temperamento né tantomeno di prestazione atletica.
I rischi (certi)
Sono invece ben più certi i pericoli di un’assunzione di testosterone quando non ci siano carenze conclamate: il testosterone può essere pericoloso per la fertilità perché rimpicciolisce i testicoli, riduce il numero di spermatozoi e porta a impotenza. Un eccesso di testosterone come quello di chi fa largo uso di anabolizzanti per aumentare il volume dei muscoli aumenta anche il pericolo di danni cardiaci e infarto, malattie epatiche, problemi alla prostata, ipertensione e colesterolo alto, mal di testa, insonnia. Meglio insomma non assumere testosterone a meno che non ve ne sia un motivo clinico, ovvero un livello patologicamente basso come accade in caso di ipogonadismo; anche in questi pazienti, la terapia deve essere sempre gestita con attenzione e solo dal medico per i possibili effetti collaterali, come l’aumento del rischio di coaguli sanguigni. Il testosterone peraltro cambia molto con l’età, oltre che da un uomo all’altro (il range di normalità negli adulti spazia dai circa 300 ai 1000 nanogrammi per decilitro), e anche per questo i risultati dello screening sui militari statunitensi, che sarà obbligatorio per i soldati over 30 e volontario per i più giovani, andrebbero presi con le pinze, prima di proporre un’integrazione ormonale.
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16 luglio 2026
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