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L’attrice Daveigh Chase, morta lo scorso mese a 35 anni, ha lasciato un patrimonio stimato in circa 400mila dollari, secondo quanto emerge dai documenti della procedura di successione ottenuti da People. La donna, che negli ultimi anni della sua vita viveva senza fissa dimora, non aveva lasciato testamento: per questo la madre Cathy ha presentato istanza al tribunale per essere nominata amministratrice dell’eredità.


APPROFONDIMENTI

Il patrimonio di Daveigh

Le carte stimano il patrimonio dell’attrice in circa 400mila dollari in beni personali, senza alcuna proprietà immobiliare. Nei documenti si legge inoltre che Daveigh Chase non era mai stata sposata e non aveva figli: a lei sopravvivono soltanto i genitori, la madre Cathy e il padre John Schwallier.

Ulteriore documentazione, sempre ottenuta da People, riporta la firma con cui Cathy Chase riconosce le responsabilità che si assumerebbe qualora fosse nominata rappresentante legale dell’eredità: tra queste, la tutela dei beni, la notifica ai creditori, la tenuta della documentazione finanziaria e la presentazione dell’inventario del patrimonio al tribunale.La vita e la morte di Daveigh

L’ex bambina prodigio era diventata nota per aver prestato la voce a Lilo nel film Disney Lilo & Stitch e per aver interpretato Samara Morgan nel film horror The Ring. Secondo il referto del medico legale, la causa della morte è stata l’AIDS, con l’uso cronico di più sostanze indicato come ulteriore condizione significativa.

Negli anni precedenti alla scomparsa, Chase aveva convissuto con dipendenza e situazione di senzatetto, vivendo nella zona di Skid Row a Los Angeles. In un’intervista di giugno al Daily Mail, la madre aveva raccontato che la dipendenza della figlia sarebbe iniziata dopo un incidente in moto nel 2016, quando le erano stati prescritti farmaci antidolorifici. «Cercava droghe ed è finita a frequentare le persone sbagliate», aveva raccontato Cathy Chase al quotidiano britannico. «Non ho mai cacciato di casa mia figlia. Voleva la sua libertà e quelle persone l’hanno fatta entrare in contatto con la droga. È iniziato tutto così».

La donna aveva inoltre respinto l’ipotesi che un allontanamento familiare fosse alla base delle difficoltà della figlia: «Mi dà fastidio perché la gente dice che devo essere stata una cattiva madre, ma non ho mai rinunciato a lei», aveva detto. «Da madre, non abbandoni mai tuo figlio. Speravo tornasse a casa». Cathy Chase ha raccontato di aver più volte cercato di farla aiutare, senza però riuscire a costringerla a un percorso di cura: «Ho provato disperatamente a farle avere aiuto, ma non puoi obbligare per legge qualcuno che quell’aiuto non lo vuole», ha spiegato. «Era completamente fuori di sé, come se non fosse più lucida. La droga l’aveva conquistata del tutto».


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