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Immaginate d’essere davanti al vostro pc o al vostro smartphone. Per noia, oltre a scrollare Facebook e Instagram, si aggiunge anche Google Maps come attività del giorno, magari per evadere dalla realtà e sognare luoghi lontani, e tra tutte le immagini che state guardando ne avete trovata una è così particolare da attirare persino l’interesse degli scienziati.


APPROFONDIMENTI

È quello che è accaduto a Daniel Breton, canadese residente in Québec. L’uomo, che stava esplorando la sua regione dal satellite per passatempo, nota a un certo punto una strana formazione circolare. Gli esperti a cui si è rivolto – poiché la zona appariva diversa dall’ambiente circostante – ritengono che si tratti di un cratere ad impatto meteoritico finora sconosciuto, risalente quasi a 390 milioni di anni fa. La ricerca compirà un ulteriore passo avanti quando il mese prossimo, secondo CBS News, gli studiosi la presenteranno in Germania in occasione del congresso annuale della Meteoritical Society, uno dei più importanti convegni di scienze planetarie.

Le ipotesi

Ad occuparsi della questione è Gordon Osinski, geologo planetario e professore alla Western University in Canada specializzato in crateri da impatto meteoritico, che con il suo team ha deciso di approfondire la questione.

Confrontando immagini satellitari, mappe geologiche e aver raccolto prove sul campo, i ricercatori hanno concluso che potrebbe trattarsi di un antico cratere da impatto dal diametro di 15 chilometri, creato dalla caduta di un asteroide sulla Terra. Se confermata la sua vera natura, diventerebbe uno dei pochi crateri da impatto meteoritico conosciuti nella provincia e andrebbe ad aggiungersi alla lunga lista di quelle presenti nel paese.

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Cosa dicono gli scienziati

Recarsi sul posto per gli scienziati è stato fondamentale, così come raccogliere campioni di roccia. I risultati sembrano promettenti, ma prima di confermare anche l’età e l’origine – così da riconoscerlo ufficialmente come un cratere da impatto – occorre fare ulteriori analisi di laboratorio.

L’incontro in Germania del mese prossimo potrebbe essere determinante. Lì Osinski e il suo team si confronteranno con colleghi provenienti da tutto il mondo, discutendo le prove e i risultati. Per una risposta certa però occorrono anni e elementi incontrovertibili che confermino la natura della formazione.

«Senza Daniel tutto questo non sarebbe successo» ha commentato Osinski. Daniel Breton ha seguito la sua curiosità e grazie a questa la scienza potrebbe scrivere nuove pagine sulla storia geologica della Terra, gli impatti meteoritici – soprattutto in Canada, che vanta uno dei più alti numeri di crateri da impatto meteoritico al mondo – e l’evoluzione della superficie del pianeta nel corso di centinaia di milioni di anni.


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