di
Manuela Pelati
L’attrice, ambasciatrice dell’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, è intervenuta all’Assemblea dei Premi Nobel, sottolineando la necessità di mettere la persona al centro dello sviluppo tecnologico
Tutti i riflettori sono sulla diva di Hollywood nel giorno del vertice internazionale di Roma sull’Intelligenza artificiale e i diritti umani. Sharon Stone è oggi, giovedì 16 luglio, in Campidoglio come ospite d’eccezione dell’Assemblea dei Premi Nobel, il summit che riunisce scienziati, premi Nobel, ex capi di governo e leader religiosi per affrontare alcune delle principali sfide del nostro tempo: dall’intelligenza artificiale alla sicurezza globale, fino al rischio nucleare.
L’enciclica di papa Leone
L’attrice, ambasciatrice dell’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV, ha preso la parola sottolineando la necessità di mettere la persona al centro dello sviluppo tecnologico. «Dopo aver ascoltato i miei colleghi sono arrivata ad alcuni punti essenziali: dobbiamo unirci nel bene comune e nel rispetto dello Stato di diritto. La dignità umana non è un algoritmo», ha dichiarato. Al termine dell’incontro, i partecipanti hanno firmato la Dichiarazione di Roma per una Pace Disarmata e Disarmante nell’Era dell’Intelligenza Artificiale, delle Armi Nucleari e Autonome, dei Nuovi Protocolli Digitali e dei Modelli Emergenti di Sviluppo Digitale.
La dichiarazione per una Pace Disarmata
«La decisione finale di impiegare un’arma nucleare non deve mai essere affidata a un sistema automatizzato» è scritto nel documento firmato. «Chiediamo l’adozione di un trattato internazionale – si legge – che vieti l’integrazione irresponsabile dell’intelligenza artificiale nei sistemi di comando, controllo e lancio delle armi nucleari, garantendo che rimanga sempre un controllo umano effettivo e significativo. Dobbiamo impedire l’uso malevolo dell’intelligenza artificiale nelle operazioni
informatiche e negli attacchi contro le infrastrutture nucleari
critiche. Gli Stati dotati di armamenti nucleari devono sottoporre i propri sistemi a verifiche di sicurezza («fail-safe review») per ridurre la vulnerabilità delle loro forze nucleari rispetto a controlli o manipolazioni non autorizzati tramite IA». «Promuoviamo – continua il documento – lo sviluppo e l’impiego responsabile dell’intelligenza artificiale per migliorare il benessere umano, accelerare il progresso scientifico e medico, proteggere l’ambiente, rafforzare la resilienza delle società e promuovere la pace, lo sviluppo sostenibile e il bene comune».
La dichiarazione promuove anche una Governance responsabile:
«Invitiamo governi, imprese e organizzazioni internazionali a rendere possibile un rallentamento coordinato dello sviluppo delle forme più avanzate di intelligenza artificiale, istituendo meccanismi condivisi di verifica e solidi processi di valutazione, sia interni sia indipendenti. Sosteniamo il Panel Scientifico Internazionale Indipendente delle Nazioni Unite sull’Intelligenza Artificiale e promuoviamo ogni altra
iniziativa ispirata allo spirito della Magnifica Humanitas».
La malattia
La presenza di Sharon Stone assume un significato particolare anche alla luce della sua storia personale. Nel 2001 l’attrice fu colpita da un grave ictus, dal quale ha impiegato circa sette anni per riprendersi. In diverse interviste ha raccontato come quell’evento abbia cambiato radicalmente la sua vita, non solo dal punto di vista della salute, ma anche professionale, infatti dopo la malattia le offerte di lavoro si sono praticamente azzerate, nonostante fosse una delle attrici più celebri di Hollywood. Da allora ha trasformato quell’esperienza in un impegno concreto a favore della salute pubblica e dei diritti delle persone più vulnerabili, collaborando con l‘Organizzazione Mondiale della Sanità e con le Nazioni Unite affinché chi affronta una malattia o una disabilità non venga escluso dalla società e dal mondo del lavoro.
Castel Gandolfo
Ieri sera l’attrice è stata tra i protagonisti della serata di gala organizzata a Villa Aldobrandini, dopo la giornata di lavori al Borgo Laudato Si’ di Castel Gandolfo. In Campidoglio, prima dell’inizio dell’assemblea, Sharon Stone ha anche dato vita a un simpatico siparietto con l’ex presidente del Consiglio Romano Prodi durante la sistemazione per la foto di gruppo nella Sala delle Bandiere, alla presenza del sindaco di Roma Roberto Gualtieri e delle numerose personalità internazionali intervenute. Tra i due è nata una spontanea e insolita complicità che ha attirato l’attenzione dei presenti.
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16 luglio 2026 ( modifica il 16 luglio 2026 | 13:49)
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