di
Simone Golia
Quasi 20 anni dopo quella celebre fotografia, Messi e Yamal saranno le stelle della finalissima di domenica fra Argentina e Spagna. I ricordi del fotografo: «Per quello scatto ho sudato sangue»
«La probabilità che tutto questo accadesse era come vincere alla lotteria, anche se non mi ha sistemato finanziariamente per tutta la vita». Joan Monfort sorride ogni volta che parla del suo capolavoro, la ormai celebre foto di un Messi ventenne che fa il bagnetto a un Yamal di appena cinque mesi. Lo definisce uno scatto difficile: «Per farlo ho sudato sangue», ha ricordato in più di un’intervista. Oggi Monfort lavora come freelance per il quotidiano sportivo madrileno Diario AS e per altri clienti, tra cui l’Agence France-Presse: «È la foto più famosa che abbia mai scattato, di gran lunga. Tantissime persone si sono interessate, anche durante questi Mondiali. Se Lamine continua a crescere come sta facendo, la foto diventerà ancora più storica». Beh, lo è già. Domenica Messi e Yamal si affronteranno nella finalissima di New Jersey. Chi lo avrebbe mai detto.
Il progetto benefico del Barça
Era il dicembre del 2007. Messi aveva iniziato la sua leggendaria carriera tre anni prima. Aveva già vinto due volte la Liga e una Champions League, ma era ancora un talento emergente in una squadra piena di stelle, da Ronaldinho a Eto’o, da Xavi a Iniesta, da Puyol a Henry. La foto del bagnetto, così come diverse altre immagini dello stesso servizio fotografico, tra cui una in cui Messi culla il piccolo Yamal avvolto in un asciugamano e un’altra in cui la madre di Lamine, Sheila Ebana, aiuta a lavare il figlio, sono tornate alla luce durante gli Europei del 2024, quando il padre del ragazzo, Mounir Nasraoui, le ha condivise sui social media mentre il figlio trascinava la Spagna al trionfo.
Si trattava di un’iniziativa annuale di allora, con i giocatori del Barcellona che venivano fotografati insieme ai bambini. Centinaia di famiglie parteciparono e la maggior parte di quelle foto è ormai caduta nell’oblio, a parte i preziosi ricordi privati di coloro che vi presero parte. Le immagini furono pubblicate in un calendario di beneficenza del 2008 organizzato dalla fondazione del club blaugrana e dal quotidiano Diario Sport, con il ricavato destinato all’UNICEF e ad altre organizzazioni benefiche in tutta la Catalogna. Il caso ha voluto che Messi capitasse proprio con Yamal, il talento che ha appena compiuto 19 anni e che sembra l’unico vero erede dell’argentino.
Il ruolo decisivo della madre di Yamal
Messi, non proprio una persona estroversa, venne descritto molto timido nel momento in cui si ritrovò lì con un neonato, in una vaschetta di plastica piena d’acqua. All’inizio l’interazione fu minima, poi soprattutto grazie alla mamma di Yamal il clima divenne molto più leggero. A Monfort venne consegnata una lista di 12 giocatori, uno per ogni mese: «Spesso i calciatori arrivavano e dicevano “Andiamo, facciamolo. Ho fretta, cosa vuoi che facciamo?”. Ma serviva prendersi del tempo», ha ricordato il fotografo.
Lo stesso Monfort si sarebbe adoperato affinché alle famiglie arrivassero le immagini scattate. Per i genitori di Yamal, d’altronde, era il minimo. Loro che, grandi tifosi del Barcellona, si erano sobbarcati una quarantina di chilometri pur di regalarsi quel momento. Circa sei anni e mezzo dopo, Yamal iniziò a viaggiare regolarmente da Mataro a Barcellona per gli allenamenti, dopo essere entrato a far parte della Masia nel 2014. Da lì l’ascesa fulminea, l’esordio in Liga a soli 15 anni, nell’aprile del 2023; il debutto in Nazionale da sedicenne nel settembre dello stesso anno, il ruolo da star negli Europei del 2024 e ora la finale del Mondiale. Nel mezzo 15o partite con il Barcellona, una cinquantina di gol, altrettanti assist, la dieci che fu di Messi, la leggenda da otto Palloni d’Oro in carriera. Dopo quel bagnetto, domenica si giocheranno il mondo.
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16 luglio 2026 ( modifica il 17 luglio 2026 | 00:52)
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