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Viviana Mazza, corrispondente
Il presidente Usa si rivolge agli americani: «Due anni fa abbiamo ereditato un disastro economico. Ora siamo più forti che mai»
Dalla nostra corrispondente
New York – «Nessun Paese può essere grande senza elezioni giuste e oneste», ha detto il presidente Donald Trump in un discorso serale alla nazione, nel corso del quale ha sollevato dubbi sulla correttezza delle elezioni del 2020 e ha usato questa leva per cercare per l’ennesima volta di convincere il suo stesso partito, che controlla il Congresso, ad approvare una legge chiamata Save America Act, che introdurrebbe l’obbligo di presentare un documento di identità per votare e la prova di cittadinanza americana per registrarsi nelle liste elettorali, e che limiterebbe il voto per corrispondenza.
Trump ha parlato delle vulnerabilità del sistema di voto americano all’hackeraggio da parte di potenze nemiche, in primo luogo la Cina, e ha detto che le sue affermazioni sono confermate da documenti pubblicati sul sito della Casa Bianca nelle scorse ore relativi alle elezioni del 2020 e 2018. Ma questi stessi documenti non supportano le sue affermazioni.
Il presidente Usa ha parlato di «compromissione di dati elettorali al livello più grande mai registrato nella storia, con l’acquisizione illecita da parte della Cina di 220 milioni di file degli elettori» contenenti nomi, cognomi, numeri di telefono, partito politico, e altri dati sensibili necessari per votare.
Ma il presidente non ha specificato che questi dati sono spesso pubblicamente disponibili sui siti web degli Stati o possono essere acquistati, e non consentono necessariamente di interferire con i risultati di una elezione.
Il presidente Usa non ha presentato alcuna prova concreta che i risultati del voto siano stati cambiati o alterati nel 2020 negli Stati Uniti. Ha detto che l’elezione di Maduro in Venezuela è stata truccata nel 2020, ma l’analisi della Cia pubblicata sul sito della Casa Bianca mostra che i funzionari scoprirono che c’erano «delle capacità di manipolare i sistemi di voto elettronico» per influenzare il risultato delle corse in Venezuela, ma avvertirono anche che non c’erano prove che queste tecnologie create dall’azienda Smartmatic, fossero state usate per «brogli su larga scala» nel Paese; e soprattutto gli analisti dell’intelligence conclusero che il governo di Caracas non aveva l’abilità di influenzare le elezioni negli Stati Uniti.
Trump ha detto anche che nel 2019 il governo cinese avrebbe cercato di danneggiare lui e la sua rielezione, dal momento che Pechino sapeva che avrebbe imposto i dazi, ma i documenti pubblicati dalla Casa Bianca sono più cauti nelle conclusioni: suggeriscono che ci sono prove di campagne di influenza pro-Cina e che il governo cinese fosse scettico rispetto a Trump; ma la valutazione sulla queste conclusioni viene da una minoranza di agenti e il livello di affidamento è ritenuto «basso» o «medio» secondo il rapporto dell’intelligence.
Il tycoon ha comunque lamentato di non essere mai stato informato di questi rischi e valutazioni dell’intelligence quand’era al potere nel suo primo mandato, e perciò ha chiesto indagini sui responsabili dello «Stato profondo».
Trump ha detto inoltre che in Michigan ci fu un’indagine su un gruppo che sarebbe stato pagato per registrare persone in modo irregolare nel 2020. Il presidente ha detto che i documenti sono appena stati desecretati, ma in realtà erano stati da tempo resi pubblici, e vi si legge che gli ex impiegati di una organizzazione in quello Stato furono incoraggiati a riempire un alto numero di registrazioni nelle liste elettorali in cambio un pagamento sulla base della quota raggiunta.
In effetti diverse richieste erano «irregolari» ma i funzionari locali se ne sarebbero accorti nell’ottobre 2020 e non avrebbero di conseguenza mandato le schede per votare a quelle persone non confermate.
Trump ha continuato anche ieri a prendere di mira il voto per corrispondenza, ma molti repubblicani al Congresso non vogliono renderlo meno accessibile perché anche in alcuni Stati rossi è molto usato e hanno paura che, se lo facessero, ciò li danneggerebbe.
Il tema dei brogli elettorali è stato a lungo un cavallo di battaglia di Trump, anche se mai provato. Alcuni canali tv – tra cui Abc, Nbc e Cnn – non hanno trasmesso per intero il discorso del presidente, ma solo alcune clip, commentate dai giornalisti.
Trump ha minacciato di revocare le loro licenze per questo. «Sanno quanto il sistema sia corrotto e sono parte del complotto, vogliono proteggere la sinistra», ha detto il presidente.
I Democratici hanno avvertito che Trump sta cercando di ritornare sul tema dei brogli per delegittimare le elezioni di midterm, nelle quali il partito repubblicano rischia di perdere.
La tv di destra Fox News invece ha trasmesso l’intero discorso, ma i suoi presentatori sono stati cauti e non hanno confermato alcuna accusa di brogli; la rete ha pagato in passato 787 milioni di dollari nel patteggiamento di una causa giudiziaria per diffamazione, per aver dichiarato che le elezioni del 2020 erano state truccate.
Il presidente ha anche promesso di aiutare gli Stati a correggere e affrontare le vulnerabilità tecniche del sistema di voto, prima delle elezioni di midterm. Ma i media americani notano come lo stesso Trump abbia abolito di recente un board indipendente per facilitare le votazioni, come pure l’agenzia federale per la cybersicurezza.
17 luglio 2026 ( modifica il 17 luglio 2026 | 05:07)
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