Qual è il consiglio più bello che ha ricevuto da un’altra donna?
C.T: «Personalmente non ne ho ricevuto nessuno. Secondo me è difficile trovare una donna che racconti davvero quello che ha fatto o forse sono io che non ho mai cercato particolari consigli».
I.D.M: «Me lo ha dato mia mamma, che oggi non c’è più. Mi disse di non cercare di essere perfetta, ma autentica. È un consiglio che mi porto sempre dietro, nello sport, nel lavoro e nella vita di tutti i giorni».
S.A: «L’ho ricevuto da un’amica ed è stato quello di imparare a lasciare andare. Per natura sono perfezionista, passionale, analitica e tendo a trattenere tutto. Invece, nella vita come nel lavoro, bisogna imparare a lasciare andare e custodire soltanto ciò che ha davvero valore. È un esercizio quotidiano, quasi una pratica zen».
Da giovane immaginava l’età di oggi in modo diverso?
C.T: «Non avrei immaginato che il talento che allora non sapevo di possedere mi avrebbe portata fino a qui oggi. Mi sento una donna fortunata per la vita che ho e credo che questa felicità si veda anche sul mio viso».
I.D.M: «Da ragazza immaginavo i 50 anni molto più limitanti, in realtà è il contrario, mi sento più libera e con tanta energia».
S.A: «Quando sei giovane pensi all’età adulta come a un punto di arrivo, ma in realtà è solo un punto di partenza».
Secondo lei quanto conta l’aspetto nel mondo lavorativo?
C.T: «L’aspetto conta, ma non necessariamente la bellezza canonica. La mia personalità è data anche da come sono esteticamente, non si possono separare le due cose. Credo di essere molto coerente: il mio lavoro, il mio modo di essere, la mia casa, il mio corpo: è tutto strettamente collegato».
I.D.M: «Conta, è inutile negarlo. Può essere un primo biglietto da visita, ma non è sufficiente. Alla fine sono le competenze, l’energia e la credibilità che fanno davvero la differenza».
S.A: «L’aspetto conta nel lavoro, come conta in tutti gli ambiti. Però, almeno per quanto mi riguarda, quando scelgo di lavorare con una persona, ciò che vale davvero è la luce negli occhi, la curiosità, l’educazione, la capacità di ascoltare, il savoir-faire. Sono tutte caratteristiche che rendono bella una persona. Oggi è un po’ banale far coincidere la bellezza solo con un canone estetico prestabilito, perché la bellezza ha tantissime componenti che possono essere valorizzate».