Russell verso Spa

A Silverstone George Russell e Charles Leclerc sono stati aiutati da quella fortuna che in altre circostanze ha girato loro le spalle. Sul circuito di casa il britannico ha approfittato dello zero a Kimi Antonelli per andare a -25 dal compagno di squadra, mentre il monegasco è tornato al successo dopo quasi due anni.

Dopo la bandiera a scacchi, Russell e Leclerc hanno scherzato nella cooldown room affermando “Chi l’avrebbe mai pensato?“. Due settimane più tardi, a Spa-Francorchamps, il #63 ha contestualizzato quel siparietto svelando un retroscena che lo ha visto protagonista proprio con Leclerc.

Le parole di Russell

Io e Charles ci siamo scambiati dei messaggi tra le prove libere di venerdì e le qualifiche sprint. Non entrerò nei dettagli della nostra conversazione, ma quelle parole erano un riferimento proprio a ciò di cui stavamo discutendo venerdì. È stato un momento davvero spontaneo“, queste le parole di Russell.

Al di là del risultato, anche Silverstone ha dimostrato a Russell che Antonelli sta dando riscontri migliori a livello di passo. Il #63 lo ammette: “Devo andare più forte. La cosa positiva è che non ho mai concluso un weekend senza capire dove fosse il ritmo. È sempre stato chiaro dai dati. In passato ho visto altri piloti o ex compagni che, quando non riuscivano a tenere il passo, si grattavano la testa cercando di capire il perché. Io so esattamente perché non vinco o non sono in pole, ma non riesco a portare la vettura in quel punto ottimale. Nel 2025 sentivo di riuscire a sfruttare spesso il 100% del potenziale. Adesso ci riesco molto meno frequentemente“. E quando gli si chiede perché questo compito gli riesce così difficile, Russell risponde a modo suo: “È come se qualcuno ti chiedesse di disegnare la Gioconda e tu l’avessi proprio accanto. Pensi che ce la faresti subito? Con queste nuove auto mi trovo a dover mettere a punto la vettura in un modo che non si adatta al mio stile di guida. So cosa devo fare, ma in pista è un altro discorso riuscire a farlo dopo aver guidato per 20 anni in un certo modo con un metodo che ha sempre funzionato, mentre adesso funziona solo il 50% delle volte“.