Catturato il giovane che avrebbe accoltellato e ucciso un uomo di 69 anni a Bonagia. La polizia ha arrestato un ragazzo di 23 anni, G. B. M., rintracciato in via del Bassotto, a circa 500 metri da via Papa Giovanni XXIII e dal palazzo in cui è deceduto Vito Petrigno, rappresentante di calzature, che si trovava insieme alla moglie. Ancora ignoto il movente: tra le ipotesi una rapina finita male o un’accesa lite condominiale culminata in tragedia. Sul posto sono intervenuti gli agenti di polizia dell’Ufficio prevenzione generale della questura, nonché personale della Scientifica e della squadra mobile che ora indaga sull’accaduto.

Le prime telefonate al 112 sono arrivate intorno alle 9. A chiamare sarebbero stati la moglie e alcuni vicini, che avrebbero detto ai soccorritori che un uomo era stato accoltellato nella cantina di uno stabile. Al loro arrivo, però, i sanitari del 118 non hanno potuto fare nulla per Petrigno, colpito più volte alla schiena, se non constatarne il decesso. La moglie 66enne, sotto choc, avrebbe fornito qualche elemento sulla descrizione dell’assassino, così come qualche residente che avrebbe indicato un ragazzo, forse un occupante abusivo, che abitava nello stesso stabile della vittima.
In pochi minuti il quartiere si è riempito di volanti ed è stato richiesto l’intervento di un elicottero per sorvolare l’area durante la caccia all’assassino. La fuga del giovane però sarebbe durata poco: gli investigatori, sviluppando le poche informazioni disponibili, sono riusciti a rintracciare il 23enne nell’abitazione di un suo amico, in via del Bassotto, dove si era rifugiato in attesa che si calmassero le acque e nella speranza di farla franca. Il ragazzo è stato portato negli uffici di polizia per essere ascoltato dal pm di turno che dovrà stabilire come procedere e quale reato contestare provvisoriamente all’indagato.
Omicidio a Bonagia, morto un uomo accoltellato davanti casa
La moglie del 69enne, soccorsa dai sanitari del 118, è stata accompagnata in ospedale per essere sottoposta ad ulteriori accertamenti prima di essere ascoltata dai magistrati per fornire la propria versione dei fatti. L’arma utilizzata dall’assassino non sarebbe stata ancora rinvenuta dagli investigatori che setacceranno il quartiere, e l’ipotetico percorso fatto dall’indagato, per sequestrrla e analizzare eventuali tracce biologiche, come il sangue della vittima e le impronte digitali del giovane, che potrebbero inchiodare il ragazzo.