di
Federico Berni
Le criticità più rilevanti si sono registrate nei Comuni dell’hinterland meridionale e in Brianza. Grandinate violente a Monza e in Brianza. A Lesmo un albero sradicato dal vento. Allagato il rifugio Enpa di Pavia, l’appello dei volontari: «Adottate cani e gatti»
Il violento temporale che ha investito Milano e la sua area metropolitana nelle prime ore di venerdì 17 luglio, con una tempesta di fulmini all’alba, ha provocato numerosi danni, tra cui alberi caduti, rami spezzati e disagi causati dalle forti raffiche di vento e dalla pioggia intensa. Secondo i vigili del fuoco del comando provinciale, le criticità più rilevanti si sono registrate nei Comuni dell’hinterland meridionale, in particolare a Pieve Emanuele e Rozzano. Numerosi gli interventi dei vigili del fuoco per rimuovere rami o alberi caduti sulle carreggiate.

La tempesta nel Lodigiano e le vacche morte
La tempesta che ha colpito il Lodigiano è durata appena 30 minuti ma ha causato molti danni. Tra le 6.30 e le 7 di venerdì mattina il territorio è stato investito da un violento nubifragio. A Massalengo una cascina è stata distrutta dal vento. A cedere è stato il tetto della struttura, che ha schiacciato una trentina di mucche: il tempestivo intervento dei soccorsi ha permesso di salvare solo dieci degli animali feriti, mentre per una ventina di vacche non c’è stato nulla da fare. «Sono davvero rammaricato ed esausto – dice il sindaco di Massalengo, Severino Serafini -. In otto anni siamo alla quarta calamità naturale. Un sincero grazie alle tante persone che volontariamente stanno aiutando». Gravi disagi anche a Lodi, nella zona del tribunale e sulla tangenziale all’altezza dell’uscita Ospedale, dove un albero è caduto sulla carreggiata sotto gli occhi degli automobilisti in transito (ha collaborato Carlo d’Elia).

La grandine in Brianza nella notte
La prima perturbazione ha raggiunto il Milanese intorno alle 4 del mattino, spostandosi da Ovest dopo aver attraversato le Prealpi e l’Altomilanese. Le precipitazioni hanno colpito con particolare violenza in provincia di Monza, soprattutto nelle zone di Cesano Maderno, Meda, Bovisio Masciago, Limbiate. I danni maggiori li ha provocati la grandine che ha infranto molti parabrezza delle macchine, ha colpito tetti, tapparelle, pannelli fotovoltaici, lasciando segni evidenti. Non si registrano danni alle persone. I chicchi di ghiaccio erano grandi come palle da tennis e come uova, secondo quanto documentato da alcuni utenti di Facebook su gruppi cittadini. Da parte di alcuni di questi vengono sollevate polemiche a proposito della mancanza di allerta preventiva rispetto al temporale di eccezionale intensità, che ha colto un po’ tutti di sorpresa (era stata emanata solo un‘allerta gialla).
Molta apprensione tra i cittadini di Meda, per il timore di finire di nuovo sott’acqua come accaduto lo scorso autunno, quando i corsi d’acqua cittadini avevano invaso le strade del centro. Pesanti disagi anche a Lesmo, nella parte nord della Brianza. Qui un grosso albero, sradicato dal vento, è caduto sulla carreggiata in via Lambro, senza fortunatamente provocare danni a un automobilista che si trovava in quel punto nello stesso momento.
Il secondo fronte temporalesco dopo le 6 del mattino
Poco dopo le 6 un secondo fronte temporalesco, proveniente anch’esso dal Piemonte, ha interessato il territorio, accompagnato da un netto abbassamento delle temperature. A Zibido San Giacomo, la stazione del Centro Meteorologico Lombardo ha rilevato un passaggio dai 26 gradi registrati alle 3 di notte ai 18,5 gradi poco prima delle 6, con una diminuzione superiore ai 7 gradi nel giro di poche ore. Nel Comasco c’è stata una piccola frana a Colonno: la statale Regina è stata temporaneamente ridotta a senso unico alternato per la pulizia (ha collaborato Anna Campaniello).
Allagato il rifugio Enpa di Pavia: «Adottate cani e gatti»
Il violento temporale ha provocato gravi danni anche al rifugio dell’Enpa di Pavia. Le forti raffiche di vento hanno abbattuto diversi alberi all’interno della struttura, danneggiando le coperture di alcuni edifici e provocando infiltrazioni e allagamenti nei reparti destinati ai cani e ai gatti. L’allarme è scattato intorno alle 5.30 del mattino, quando l’operatore presente all’interno del rifugio ha avvertito i volontari dopo aver sentito il boato causato dalla caduta di un albero. Nel giro di pochi minuti i volontari dell’Enpa di Pavia hanno raggiunto la struttura. Una ventina di box destinati ai cani sono stati invasi dall’acqua e hanno dovuto essere svuotati e asciugati. Ancora più critica la situazione del gattile, completamente allagato, dove tutti i gatti sono stati trasferiti in aree sicure per evitare qualsiasi rischio. La priorità assoluta è stata mettere in salvo gli animali. Fortunatamente nessun cane o gatto è rimasto ferito. Il maltempo ha però lasciato pesanti conseguenze sulla struttura. «Anche questa volta i volontari hanno dimostrato cosa significa esserci davvero per gli animali», dichiara la presidente nazionale Enpa, Giusy D’Angelo. «Alle prime luci dell’alba si sono precipitati al rifugio per salvare cani e gatti, spostandoli e asciugandoli uno a uno. Fortunatamente nessun animale ha riportato conseguenze, ma il rifugio ha subito danni importanti. Oggi il modo più concreto per aiutare la Sezione Enpa di Pavia è aprire le porte della propria casa a uno dei tanti animali ospitati nel rifugio. Invitiamo tutti a venire a conoscerli e a contattare i volontari: ogni adozione significa una nuova vita per un cane o un gatto e permette alla struttura di continuare ad accogliere altri animali in difficoltà».

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17 luglio 2026 ( modifica il 17 luglio 2026 | 13:12)
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