Europa debole a metà giornata, a Milano (-0,7%) vendite su St e Prysmian

Borse europee in rosso a metà giornata, con le vendite che colpiscono soprattutto il settore tech, come avvenuto ieri a Wall Street e questa mattina in Asia. I listini non hanno trovato sostegno nemmeno dal dato sull’inflazione annuale dell’Eurozona che, secondo Eurostat, a giugno è scesa al 2,8% annuo, dal precedente 3,2% di maggio. Intanto, in Medio Oriente non si arrestano le rappresaglie tra Stati Uniti e Iran. Il petrolio, partito stabile, sta salendo con maggiore vigore, ma senza strappi: il Wti registra un rialzo del 2,2% a 80,68 dollari al barile e il Brent un progresso del 2% a 85,94 dollari. In deciso rialzo, invece, il gas che ad Amsterdam tratta a 56,79 euro al megawattora, in aumento del 3,9%. Francoforte perde lo 0,55%, Parigi lo 0,68%, Madrid l’1% e Amsterdam lo 0,65%. Milano registra un calo dello 0,72%. Intanto i futures Usa preannunciano un avvio debole per Wall Street, con vendite accentuate sul Nasdaq.

Piazza Affari è sostenuta dalle utility, con Enel in rialzo dell’1,9% e Italgas del 2,2%. L’accelerazione del prezzo del greggio ha incoraggiato gli acquisti anche su Eni (+2,1%). Per contro, sono in forte calo Stmicroelectronics (-5,6%) e Prysmian (-4%). Battono la fiacca anche le azioni del lusso (-1,6% Cucinelli, -1,5% Moncler), nonostante Burberry abbia inaugurato la stagione dei conti pubblicando vendite in crescita nel periodo aprile-giugno. Alla Borsa di Londra, però, le azioni del gruppo perdono oltre il 5%. Sono deboli anche le banche, con Mps che limita i danni allo 0,1%, all’indomani del cda che ha analizzato l’opas di Intesa Sanpaolo (-0,8%), giudicata poco generosa, e la proposta di Banco Bpm (-0,7%). Sul valutario, l’euro vale 1,4432 dollari (ieri a 1,1440 dollari) e 185,63 yen (185,87), mentre il dollaro-yen scambia a 162,38 (162,45). L’oro spot sale dello 0,5% a 3.996,18 dollari l’oncia.