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Vandalizzato il murale di Jorit con il grande volto di Francesca Albanese. Nelle ultime ore è stato pesantemente sfregiata l’opera realizzata a Barra, nella zona orientale di Napoli, dallo street artista partenopeo di fama internazionale. Un intervento che, sin dai primi giorni di realizzazione, ha generato polemiche sulla scelta del soggetto.
APPROFONDIMENTI
Sulla grande opera in corso Bruno Buozzi è stata lanciata una grossa quantità di pittura bianca. Gli schizzi interessano buona parte del murale coinvolgendo parte del volto della Albanese e tutta la parte inferiore della parete in cui compare la scritta “Tutt’egual song e criatur”. Copiose quantità di vernice anche sul marciapiede antistante e sui dissuasori metallici.
«Un gesto codardo, eseguito nel cuore della notte, che non è soltanto un attacco a un’opera d’arte ma un’aggressione premeditata contro un intero pezzo di città che chiede solo di uscire dal buio e dall’abbandono» dice Patrizio Gragnano che nei mesi scorsi si è impegnato per individuare la facciata usata da Jorit per raffigurare il volto della Albanese.
«Dopo settimane di polemiche sterili, dopo che la città si è dovuta dividere sull’opportunità di regalare bellezza, turismo ed economia alla periferia est, dopo aver ottenuto tutte le autorizzazioni necessarie che hanno reso l’opera pienamente legittima, arriva questo atto di pura vigliaccheria. Un atto fascista nel metodo e nello spirito: compiuto di nascosto, contro la cultura, contro la memoria, contro chi osa portare luce dove altri vogliono solo tenebre» sottolinea Gragnano che aggiunge: «Chi ha materialmente imbrattato il muro e chi, con parole d’odio e campagne becere, ha fomentato questo clima deve assumersi le proprie responsabilità.
Nelle scorse settimane alcuni esponenti di Fratelli d’Italia hanno costruito un clima di ostilità e intolleranza verso quest’opera, alimentando una narrazione tossica che ha portato direttamente a questo sfregio».
Appena due giorni fa Il Mattino ha raccontato l’epilogo di una vicenda iniziativa in primavera, ossia proprio nei giorni in cui Jorit ha realizzato il murale. Tanti residenti e alcuni attivisti politici si sono schierati contro l’opera perché non condividevano la scelta di raffigurare il volto della Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui territori palestinesi occupati che da anni denuncia le violazioni dei diritti umani in Cisgiordania e a Gaza spingendosi a dure affermazioni verso il regime israeliano. Dalle polemiche social alle carte bollate con cui era stata chiesta la cancellazione dell’opera, poi evitata e scongiurata proprio negli ultimi giorni.