di
Nicolò Fagone La Zita

Dopo la condanna definitiva, il 72enne aveva atteso in albergo l’atto formale firmato dalla Procura di Asti. Mariangela Saendron, moglie di Roggero, ha depositato questa mattina una domanda di grazia per il marito

Mario Roggero è arrivato a Bollate. A poche ore dalla firma dell’ordine di esecuzione della pena nei suoi confronti il gioielliere di Grinzane Cavour, condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi di reclusione per i fatti del 28 aprile 2021, quando durante una rapina nel suo negozio uccise due dei tre rapinatori e ne ferì un terzo, si è presentato in carcere alla periferia nordovest di Milano, per dare esecuzione alla sentenza. 

L’ordine era  stato emesso dalla Procura di Asti alle 12.45, a firma del procuratore Biagio Mazzeo. Ad Asti si era svolto il processo di primo grado, conclusosi con una condanna a 17 anni di reclusione, poi ridotti in appello a Torino a 14 anni e 9 mesi e confermati mercoledì in Cassazione. Si attende ora che il negoziante vada a costituirsi in carcere.



















































La Procura: «Polizia giudiziaria pronta all’arresto»

La Procura, «per la rilevanza pubblica della vicenda», ha diffuso anche una nota riguardo a «un ordine di esecuzione per la carcerazione nei confronti di Mario Roggero, in esecuzione della sentenza emessa dalla Corte d’Assise di Asti, divenuta irrevocabile il 15 luglio 2026 a seguito della decisione della Corte di Cassazione che ha rigettato il ricorso proposto dall’imputato». «La  condanna – prosegue il comunicato – riguarda fatti commessi il 28 aprile 2021 a Grinzane Cavour ed è stata pronunciata per i reati di omicidio, tentato omicidio, porto abusivo di arma comune da sparo e porto abusivo di arma in luogo pubblico, aggravati ai sensi di legge. La pena definitiva da eseguire è di 14 anni e 9 mesi di reclusione, oltre alle pene accessorie dell’interdizione perpetua dai pubblici uffici e dell’interdizione legale per la durata della pena. L’ordine di esecuzione dispone che la polizia giudiziaria proceda all’arresto del condannato e alla sua traduzione presso un istituto penitenziario per l’espiazione della pena. Il condannato potrà anche costituirsi spontaneamente presso un istituto penitenziario per l’espiazione della pena, evitando l’esecuzione coattiva del provvedimento».

Una domanda di grazia e un’instanza di differimento

Mariangela Saendron, moglie di Mario Roggero, ha depositato questa mattina la domanda di grazia per il marito. «Questa mattina – spiega l’avvocato Sergio Novani – è stata depositata una domanda di grazia da parte della signora Mariangela Sandrone».

«Contestualmente – spiega ancora il legale – il collegio difensivo tramite l’avvocato Stefano Marcolini ha depositato un’istanza per il differimento dell’esecuzione della pena in pendenza della domanda di grazia. Attendiamo e confidiamo, quindi, che l’ufficio di sorveglianza di Torino che è stato adito insieme al Tribunale di sorveglianza possano provvedere prima della carcerazione».

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L’attesa in albergo

Dopo il verdetto definitivo, Roggero aveva inizialmente manifestato l’intenzione di costituirsi immediatamente. Successivamente, su richiesta della moglie e delle quattro figlie, aveva deciso di attendere ancora qualche giorno per trascorrere più tempo possibile con la famiglia prima dell’ingresso in carcere. Con la firma dell’ordine di carcerazione l’attesa è terminata. Secondo quanto si apprende, il 72enne si presenterà oggi alle autorità competenti e con ogni probabilità sarà destinato alla casa di reclusione di Bollate, in provincia di Milano, anche se l’assegnazione definitiva spetta all’amministrazione penitenziaria. Nei giorni scorsi Roggero aveva ribadito, attraverso i propri legali, la volontà di rispettare la decisione della magistratura, annunciando al tempo stesso l’intenzione di proseguire la battaglia giudiziaria con un ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo.

La vicenda e la politica

Mario Roggero è stato condannato in via definitiva mercoledì 15 luglio a 14 anni e 9 mesi di reclusione per l’omicidio di due rapinatori cinque anni fa a Grinzane Cavour, in provincia di Cuneo. Dopo la condanna  si è intensificata la mobilitazione per chiedere la grazia al presidente Sergio Mattarella. Matteo Salvini e Roberto Vannacci hanno sostenuto la richiesta, seguiti da un appello di Emanuele Filiberto e da una petizione su Change.org. I gruppi parlamentari del centrodestra hanno avviato una raccolta firme, mentre il presidente del Piemonte Alberto Cirio ha presentato un ordine del giorno in Consiglio regionale. Nel pomeriggio il ministro Carlo Nordio aveva po avviato l’istruttoria prevista dal codice di procedura penale, ma il Quirinale ha ricordato che la grazia è competenza esclusiva del Capo dello Stato. Il M5S ha attaccato governo e Lega, accusandoli di propaganda e di voler trascinare Mattarella nello scontro politico.

I magistrati: «Sconcerto e preoccupazione» 

«Sconcerto ed estrema preoccupazione per la gravissima campagna diffamatoria sviluppatasi sui social network a seguito della sentenza della Corte suprema di Cassazione » A esprimerli, «anche a nome di tutti i magistrati del Distretto», è in una nota la presidente della Corte d’Appello di Torino, Alessandra Bassi. «L’incontestato diritto di critica, che può ovviamente interessare anche le sentenze pronunciate in nome del popolo italiano, non può invero tradursi in offese e in attacchi personali ai giudici che quelle decisioni hanno assunto nell’osservanza delle leggi, deriva estremamente pericolosa che, oltre a minare alla base la fiducia nelle istituzioni e i fondamenti dello Stato di diritto, espone i magistrati interessati a gravissimi rischi per la sicurezza e l’incolumità personale», conclude la presidente Bassi.


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17 luglio 2026 ( modifica il 17 luglio 2026 | 17:50)