La nuova Virtus prende forma seguendo un principio ben preciso: la duttilità. È questa la traccia che coach Alex Mumbrù sta disegnando insieme all’area tecnica bianconera, con l’obiettivo di costruire una squadra sempre più versatile, capace di cambiare pelle senza dovere cambiare interpreti. Un’idea di pallacanestro, nella quale le posizioni diventano sempre più fluide e i quintetti possono trasformarsi da un possesso all’altro.

In quest’ottica si inseriscono perfettamente Derrick Alston Junior, confermato dopo l’ottima stagione disputata e in questi giorni al lavoro tra palestra e sala pesi nella sua Houston, Kessler Edwards e Bobi Klintman. Tre ali con caratteristiche diverse, ma accomunate dalla possibilità di alternarsi indifferentemente tra lo spot di ala piccola e quello di ala grande.

Una soluzione che consentirà a Mumbrù di variare assetti, aumentare il dinamismo e aprire il campo, facendo della versatilità uno dei tratti distintivi della Virtus che verrà.

Il cantiere, però, è tutt’altro che concluso. Restano infatti da inserire due pedine e la priorità resta la guardia titolare. È proprio su questo investimento che la Virtus vuole prendersi tutto il tempo necessario. Nessuna fretta, perché si tratta probabilmente della scelta più delicata dell’estate.

Gli occhi sono puntati sulla Summer League Nba, dove ogni anno emerge qualche occasione interessante, ma anche sull’Eurolega, aspettando l’eventuale “scontento” di turno: giocatori ai quali stanno stretti i minuti concessi nelle grandi potenze europee e che potrebbero decidere di cambiare aria per ritagliarsi un ruolo più importante.

Sono giorni di studio e confronti continui tra il direttivo bianconero e Mumbrù, chiamato a tracciare la vera e propria “linea editoriale” del mercato.

Parallelamente la Virtus continua a guardare anche al proprio vivaio. Si avvia alla conclusione l’Europeo Under 20 con i classe 2007 Matteo Accorsi e Baiocchi, mentre a fine mese scatterà a Trento quello Under 18 che vedrà protagonista il gioiellino bianconero Livio Berlingeri.

Sul talento del 2008 il club è pronto a investire con decisione e l’idea è quella di aggregarlo stabilmente alla prima squadra, valutando se affidargli il ruolo di sesto o settimo italiano del roster. Anche qui, però, senza preclusioni: se il mercato dovesse regalare la classica “bazza”, la Virtus la coglierebbe al volo. Altrimenti spazio alla soluzione interna.

Di certo, per l’ultimo italiano non verranno fatti investimenti su giocatori con tanto chilometraggio alle spalle e la necessità di avere minuti garantiti. La filosofia è chiara: qualità, prospettiva e flessibilità. Il resto arriverà quando si presenterà l’occasione giusta.