A Perth match senza storia chiuso 57-10, con 9 mete a due. L’Italia sbaglia tutto in un primo tempo horror. Dopo i ko con Giappone e Nuova Zelanda è certificato il passo indietro enorme rispetto al Sei Nazioni
Francesco Palma
18 luglio – 14:15 – MILANO
Il degno finale di un tour disastroso. L’Australia passeggia sull’Italia e la batte 57-10 con 9 mete nella terza giornata del Nations Championship. Tra Giappone, Nuova Zelanda e Australia gli Azzurri sono parsi lontani parenti della squadra che aveva sorpreso tutti al Sei Nazioni. Un passo indietro enorme che non può essere spiegato solo con le assenze e le squalifiche (Niccolò Cannone e il ct Quesada) che hanno ulteriormente indebolito un’Italia che fin dalla prima uscita a Tokyo non ha mai dato segni di vita. A Perth si è vista una squadra spenta prima di tutto dal punto di vista mentale, quasi rassegnata, contro un’Australia che veniva da sei sconfitte consecutive e che anche in questo torneo non era mai parsa trascendentale, ma che contro gli Azzurri è parsa praticamente resuscitata. L’Italia chiude a 0 punti la prima parte del Nations Championship, e tornerà in campo a novembre contro Sudafrica, Argentina e Figi.
primo tempo horror—
Come da copione è l’Australia a partire a mille. La corsa di taglio di Potter sorprende un’addormentata difesa azzurra, che appare fin da subito in grande difficoltà, poi Cahnam trova la carica che vale il vantaggio australiano. Nemmeno il tempo di rimettere il pallone in gioco e i Wallabies sono di nuovo in attacco: Alaalatoa tiene vivo un pallone difficile e serve Wright, che ancora una volta attacca una delle tante praterie lasciate dalla difesa azzurra e schiaccia per il 12-0. La terza marcatura è forse la più impietosa: Potter fa quello che vuole a metà campo in mezzo a 4 azzurri, arriva fino ai 22 e poi sono gli avanti a fare il resto, con Paenga-Amosa a firmare il 19-0. L’Italia prova a scuotersi, ma Lucchesi manda all’aria la prima occasione con una touche pessima a 5 metri dalla linea di meta. Alla fine gli Azzurri marcano con Lamaro al 19’ dopo una bella giocata di Garbisi e Riccioni, ma è l’unico sprazzo di luce in mezzo al buio totale del primo tempo di Perth: l’Australia avanza ad ogni contatto, gli Azzurri non placcano e quando lo fanno sono sempre arretranti, e alla fine è ancora Canham a segnare. Al 30’ l’Australia fa la voce grossa anche in maul, con Bell che finalizza, ma è il finale a rendere l’idea di quanto questa Italia sia fuori partita: gli australiani si tirano il pallone in faccia, la difesa azzurra osserva passivamente l’involontario numero da circo dei Wallabies e Ikitau ringrazia schiacciando la meta del 38-5 con cui si chiude il primo tempo.
la reazione? un accenno…—
Nella ripresa c’è finalmente un accenno di reazione, con Ioane che finalmente ritrova smalto, batte Wright a contatto dopo un bel passaggio di Brex e va a schiacciare. Al di là di qualche fiammata, però, gli Azzurri non danno realmente l’impressione di poter davvero ritornare in partita: l’Australia li lascia sfogare e al 52’ marca ancora, bastano tre cariche avanzanti per avere ragione di un’Italia troppo molle in difesa con uno scatenato Josh Canham a schiacciare. Al 64’ arriva anche l’ottava meta con Billy Pollard a finalizzare l’ennesimo drive dominante dei Wallabies, 50-10. Poco dopo la meta arriva forse la scena peggiore di tutto il match, con un accenno di rissa partito da Fischetti e Amatosero e che si sposta fino alla panchina, travolgendo anche i fisioterapisti. Nel marasma arriva Riccioni che rovina il suo tour (era stato il migliore degli Azzurri in tutte e tre le partite) con una manata ad Amatosero che gli costa l’espulsione. Per un po’ di gioco se ne vede poco, poi al 75’ gli Azzurri riescono finalmente a trovare una maul avanzante, ma Dimcheff perde l’ovale al momento di schiacciare e spreca l’ultima occasione del match. Nel finale arriva anche la nona meta ad opera di Ben Donaldson, che vola in mezzo ai pali per il definitivo 57-10.
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