A tre anni di distanza da quel novembre 2023 che ha segnato profondamente la coscienza dell’Italia, la tragica vicenda dell’omicidio di Giulia Cecchettin, uccisa a coltellate dall’ex fidanzato Filippo Turetta, approda sul grande schermo. Il film, intitolato “Se domani non torno”, uscirà nelle sale il prossimo 5 novembre, e il trailer è già da brividi.
Per ricostruire con autenticità l’atmosfera e i luoghi del Veneto che hanno fatto da sfondo a questa storia, la produzione ha scelto di ambientare diverse scene cruciali tra Padova e il Veneziano, ma anche a Lusia, nel cuore del Polesine. Tra Sant’Urbano e Lusia, infatti, a marzo scorso era stata fotografata la troupe, in particolare in via della Torre, accanto alla torre Morosini e al parco delle Rimembranze.
La pellicola, diretta da Paola Randi e sceneggiata insieme a Lisa Nur Sultan, trae ispirazione dal libro “Cara Giulia”, scritto dal padre Gino Cecchettin con Marco Franzoso. Una scelta artistica radicale caratterizza l’intera opera: la figura dell’assassino Turetta è completamente assente. Non c’è alcun attore a interpretare chi ha spento la vita della giovane studentessa; una decisione che punta a spostare il focus dalla cronaca nera alla memoria della vittima e alla resilienza di una famiglia che ha saputo trasformare un trauma indicibile in un impegno civile collettivo. Compare invece la dolcissima mamma di Gino Cecchettin, nonna Carla Gatto, morta per un malore nel febbraio del 2025 e residente a San Martino di Venezze. Paese a cui Gino è molto affezionato essendo cresciuto proprio in Polesine.
Nel cast, Filippo Timi presta il volto a Gino Cecchettin, affiancato da Sabrina Martina nel ruolo di Giulia, mentre Tecla Bossi e Tommaso Allione interpretano i fratelli Elena e Davide.
“Se domani non torno” non intende essere una mera ricostruzione dei fatti di cronaca, quanto piuttosto uno strumento di impatto sociale. La produzione, curata da Notorious Pictures in collaborazione con Sky Cinema, punta a dialogare con le nuove generazioni, con i genitori e con il mondo della scuola.
L’intento dichiarato dallo stesso Gino Cecchettin, il suo grande messaggio rivoluzionario è quello di superare il dolore della scomparsa per farsi veicolo di un messaggio civile necessario: generare consapevolezza, combattere la legittimazione di comportamenti tossici e promuovere un cambiamento culturale che impedisca il ripetersi di simili tragedie. Anche nella costruzione del film è stato determinante il supporto della famiglia Cecchettin.