Rimini, 18 luglio 2026 – Rivedere in tv la tragedia vissuta le ha messo i brividi. “Mi ricordo ogni momento di quella sera, come fosse ieri… Sono cose che ti porti dentro tutta la vita”. Quel 13 gennaio del 2012 la misanese Vanessa Brolli era a bordo della Costa Concordia insieme ai famigliari, quando la nave naufragò davanti all’isola del Giglio. La strage costò la vita a 32 persone: tra loro i riminesi Williams Arlotti e sua figlia, la piccola Dayana di soli 5 anni. Una strage raccontata ora nel nuovo docufilm di Netflix, Costa Concordia – Incubo in mare, attraverso le voci di alcuni sopravvissuti e video in presa diretta di quei terribili momenti. “Ho visto il documentario tutto d’un fiato e mi sono emozionata – ammette Brolli – Il documentario è toccante e fedele. Riesce a ripercorrere la storia con molti dettagli, anche se non può essere esaustivo visto che dura solo un’ora e mezzo”.

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Il relitto della Costa Concordia poco dopo il naufragio, davanti a Punta Gabbianara

Tra i sopravvissuti intervistati nel docufilm “ci sono persone che conosco bene e con cui sono rimasta in contatto. Come Stefania (Vincenzi) che ha perso la madre sulla Concordia. Entrambe avevamo partecipato al podcast di Pablo Trincia”.

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Vanessa all’epoca della strage aveva solo 14 anni. Era in crociera insieme ai fratelli Omar e Federica, ai genitori e ad altri parenti per festeggiare i 50 anni di nozze dei nonni. “Eravamo 14. Doveva essere un viaggio di festa: si è trasformato in un incubo”. Vanessa si salvò grazie al papà: “Prese di peso me e mia madre e ci caricò su una scialuppa di salvataggio. Fu tra gli ultimi a lasciare la nave”.

Vanessa sopravvissuta al naufragio della Concordia: “Le urla, il panico. Avevo 14 anni: quella tragedia mi accompagnerà per tutta la vita”

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Quando ripensa a quei momenti, “la prima immagine che viene in mente è il terrore a bordo dopo il primo blackout. Non dimenticherò mai le urla, il panico della gente. E poi lo sguardo dei miei genitori, che cercavano di capire cosa stava succedendo e pensavano solo a come mettere in salvo tutti noi”. Un incubo che Vanessa ha rivissuto vedendo pochi giorni fa il docufilm di Netflix. “L’ho visto con emozione… Perché la tragedia della Concordia mi accompagnerà tutta la vita”.