Tra mancati cartellini a errori arbitrali e prima ancora al sorteggio dei gironi, spopolano ormai le teorie del complotto per favorire i campioni in carica
Tra le differenti accuse rivolte a Gianni Infantino in questo tribolato Mondiale extralarge c’è anche quella di tifare Argentina. Esagerato, sappiamo che l’unica vera passione calcistica del Presidente della Fifa è tinta dai colori nero e azzurro e ha sede a Milano. Il resto sono solo speculazioni, carne da social e da meme più o meno spiritosi. Materiale questo che però è stato generato da una serie di episodi che, accumulandosi, hanno finito per diventare una palla di neve albiceleste, sfociando in nomignoli come Vargentina, Argenfifa, Infantina. Sono in tanti a pensare che la nazionale di Leo Messi goda e abbia goduto di un trattamento di favore durante il torneo. Vediamo su cosa si basa questa suggestione popolare.
morata e rodri—
Dopo la vittoria con l’Inghilterra i giocatori dell’Argentina hanno portato in campo un lenzuolo inneggiante alle Isole Malvine. Tema politico le cui braci sono ancora accese e che ha fatto da corollario alla sfida tra le due nazionali che nel 1982 entrarono in guerra per il possesso dell’arcipelago dell’Atlantico meridionale. Da parte della Fifa nessuna reazione, mentre la Uefa sanzionò con una partita di squalifica Rodri e Alvaro Morata per aver cantato “Gibilterra è spagnola” durante i festeggiamenti per la conquista dell’Europeo (finale contro l’Inghilterra) nella Plaza de Cibeles a Madrid. Non erano in campo, erano quantomeno alticci, era una festa paesana. Infantino è intervenuto sul tema dicendo che la Fifa ha chiuso un occhio perché si tratta di un tema legato al nazionalismo, bontà sua.

accuse egiziane—
Chi invece ha accusato in maniera diretta e pesante la Fifa e il suo presidente di favoritismi nei confronti dell’Argentina è stato l’Egitto. Dopo l’eliminazione negli ottavi il giocatore Zico e il ct Hossam Hassan hanno sparato a zero. Il primo: “L’arbitro è stato scorretto, completamente scorretto. È stata una palese ingiustizia. Era chiaramente di parte contro di noi. Il torneo è stato truccato, che Dio lo punisca. Congratulazioni all’Argentina per aver già vinto la Coppa del Mondo, è tutto pianificato”. Il secondo: “Questa è stata una partita chiaramente condizionata e lo hanno visto tutti. Non capisco perché invitino le squadre a partecipare se comunque si desidera che l’Argentina vinca. L’arbitro ha subito delle pressioni, altrimenti certe decisioni non si spiegano”.
egitto e capo verde—
Intervistato da una tv argentina dopo la complicatissima vittoria dei campioni del mondo contro Capo Verde nei sedicesimi, il responsabile della Fifa pur dichiarandosi neutrale ha raccontato che il suo cuore è stato messo a dura prova, mostrando una certa empatia nella sofferenza con la nazionale sudamericana. Così come alcune immagini avevano colto il suo identico stato di passionale dolore per l’andamento della gara contro l’Egitto. Neutrale si, però in piena ebollizione sentimentale per l’Albiceleste. Anche perché è chiaro che un ottavo di finale tra Capo Verde ed Egitto non era esattamente il piatto forte desiderato dagli organizzatori del Mondiale.

cammino spianato—
Ricordiamo che l’Argentina è arrivata in semifinale dopo aver eliminato le due nazionali africane e la Svizzera: un cammino privo di ostacoli. E che nel sorteggio di dicembre la sua posizione nel gruppo iniziale fu cambiata per rispettare la nuova regola stabilita lo scorso anno dalla Fifa secondo la quale le prime 4 del ranking non potessero affrontarsi prima delle semifinali. Un criterio discutibile, che infatti, pur con cammini molto diversi (la Francia poteva avere la Germania nei sedicesimi e ha dovuto eliminare il Marocco, la Spagna ha trovato Portogallo e Belgio, l’Inghilterra ha dovuto vincere all’Azteca) ha portato le prime 4 in semifinale.
messi-mandi—
Sui presunti favoritismi arbitrali a Messi e all’Argentina la miccia è stata accesa subito, all’inizio della prima partita quando un intervento di Messi sul difensore algerino Aissa Mandi è rimasto impunito. Altri contatti simili sono stati sanzionati col rosso, in quel caso nemmeno un giallo. Protesta ufficiale della federazione algerina, 3-0 per l’Argentina e via andare. Poi nel corso del torneo, soprattutto nelle partite con Capo Verde ed Egitto gli episodi controversi a favore della nazionale di Messi sono stati diversi. E, a torto o a ragione, le compilation delle situazioni dubbie sono diventate virali sui social con la creazione dei vari nickname riportati in precedenza. Si fa notare come l’Argentina non abbia sofferto alcun tipo di revisione negativa di episodi da parte del Var, mentre in circostanze di gioco simili relative ad altre squadre l’arbitro si è stato richiamato al monitor.

messi, no alla stampa—
Illazioni e supposizioni che sono state in qualche modo fortificate dall’appoggio incondizionato di Messi ai desideri presidenziali di Infantino e Trump. Ieri pomeriggio la Fifa ha creato uno show a pagamento, biglietti a 70 dollari, con gli allenatori e i capitani delle finaliste: una grande festa per Messi, che poi non ha parlato in conferenza stampa come previsto, con irritazione palese da parte del ct De la Fuente obbligato a partecipare allo show montato per Leo: “Ci vuole rispetto” ha detto il tecnico della Roja. E per il passato ricordiamo Messi che indossa il “bisht”, la veste tradizionale araba in Qatar sollevando la Coppa del Mondo, o l’imposizione della partecipazione senza alcuna motivazione sportiva dell’Inter Miami al primo Mondiale per Club dello scorso anno. E poi le foto del marzo scorso di Messi con Trump che hanno avviato un acceso dibattito politico in Argentina, sull’opportunità o meno della cosa, con sullo sfondo la guerra continua al potere e alle istituzioni che ha caratterizzato la vita e la carriera di Diego Armando Maradona. No, ai suoi tempi non si parlava di ArgenFifa.
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