Si stima che il fatturato sia vicino ai 200 milioni. La corsa fa volare i bilanci di Amaury Sport Organisation: nel 2024 gli utili hanno raggiunto i 131 milioni, quasi triplicati rispetto al 2015. Ma il montepremi per i ciclisti è di soli 2,3 milioni
In un libro dal titolo eloquente (Le Fric, “i soldi” in francese), Alex Duff descrive la processione dei team manager del Tour de France al cospetto di Marie-Odile Amaury per chiedere maggiori risorse per le squadre, ricordandole che il compenso di poco più di 50 mila euro per partecipare alla corsa, con l’aggiunta di qualche stanza d’albergo gratuita, bastava appena a coprire le spese di carburante per pullman e auto durante le tre settimane di gara. Marie-Odile Amaury è la matriarca di una potentissima dinastia familiare che, sin dal secondo Dopoguerra, tiene le redini del quotidiano L’Équipe e del Tour, indissolubilmente legati. Oggi Amaury Group, presieduto da Marie-Odile, è un colosso dello sport e dei media, il cui gioiello è proprio la Grande Boucle.