Prato, 19 luglio 2026 – Quasi settemila visitatori in quindici giorni. E’ vero che siamo già in periodo di ferie e ci sono tanti turisti in circolazione ma il richiamo che hanno suscitato queste due opere è forte. Perché la Visitazione del Pontormo al Museo nazionale d’Abruzzo a L’Aquila non è da sola. Per la prima volta in Italia, l’opera della chiesa di Carmignano, capolavoro del Manierismo fiorentino, viene posta in un confronto che evidenzia la straordinaria eredità raffaellesca nella pittura del Cinquecento.
Un dialogo tra due capolavori
“La mostra – spiega Federica Zalabra, direttrice del Museo nazionale d’Abruzzo dell’Aquila e curatrice insieme al professor Tom Henry – nasce con l’intento di riportare a casa la Visitazione di Raffaello realizzata per l’Aquila nel 1517 quando l’Urbinate era al lavoro nelle stanze Vaticane. Sono anni di ricerca e di trasformazioni, anni in cui il raggiungimento dell’equilibrio e dell’armonia classicista, come una “cresta sottile”, appena raggiunta è già superata. Le due Visitazioni, messe in dialogo, lo mostrano chiaramente. Nel giro di poco più di dieci anni lo stesso tema passa dall’essere affrontato in modo pacato e positivo, immergendo le figure in un paesaggio accogliente, a una scena fortemente inquieta, quasi claustrofobica, dove le quattro donne sono la personificazione della Maniera”.
Il successo dell’esposizione
La Visitazione del Pontormo dal 27 giugno è a L’Aquila dopo essere stata esposta con altrettanto successo al Museo del Prado a Madrid. I visitatori dal 27 giugno al 13 luglio sono stati ben 6.879, con una media giornaliera per i 15 giorni di apertura pari a 459 visitatori. Fino al 27 settembre ci saranno aperture straordinarie, con museo aperto sia in alcune sere che nelle giornate del lunedì. Federica Zalabra è orgogliosa del successo riscontrato dall’esposizione perché è frutto di un lungo lavoro e di una grande passione per l’arte: “Ho studiato a Firenze – aggiunge – per la mia specializzazione di storia dell’arte e durante quegli anni ho avuto modo diverse volte di vedere la Visitazione di Pontormo sull’altare della chiesa di San Michele”.
La chiesa di Carmignano, com’è noto, è chiusa dal giugno 2023 e dal settembre 2024 l’opera era stata spostata nella villa medicea di Poggio a Caiano. I lavori di restauro dovrebbero permettere di riaprire la chiesa nel 2027.
Come è nata la mostra
Come si è riusciti a riunire le due Visitazioni? “A partire da febbraio 2024 – prosegue la direttrice – iniziò a prendere forma la mostra ’La Visitazione all’Aquila. Raffaello e Pontormo’, con l’ambizioso obiettivo di conseguire quanto a lungo auspicato dalla comunità cittadina e mai finora raggiunto: riportare all’Aquila, seppur temporaneamente, la Visitazione di Raffaello un tempo custodita nella cappella Branconio della chiesa di San Silvestro, una delle testimonianze più significative della sua storia artistica. Il percorso non è stato privo di difficoltà. È stato necessario consolidare la reputazione dell’Istituto attraverso le proprie attività, evidenziarne l’autorevolezza scientifica e l’efficienza organizzativa, instaurare un dialogo costruttivo con gli istituti coinvolti, rispondendo ai più elevati standard museali, e fare richiesta al Comune dell’Aquila di un importante cofinanziamento.
I ringraziamenti
Oggi possiamo affermare di aver raggiunto questo traguardo. Desidero esprimere un sentito ringraziamento a Massimo Osanna per il costante sostegno e il fondamentale supporto diplomatico, e a monsignor Orlando Antonini, nunzio apostolico, il cui ruolo è stato decisivo nel favorire l’interlocuzione con la Diocesi di Pistoia e nel rendere possibile il prestito dell’opera di Pontormo, sia all’Aquila sia a Madrid. In ultimo, mi sia permesso ringraziare lo staff del Museo che ha partecipato con dedizione e passione a questa complessa operazione, rendendola possibile”. La mostra si inserisce nel programma delle celebrazioni per L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.
M. Serena Quercioli