Una donna incinta, colpita da un tumore al cervello nel pieno della gravidanza, è riuscita a sconfiggere una prognosi che sembrava segnata — e ha voluto ringraziare chi l’ha salvata dando il suo nome al figlio appena nato. È la storia di Jenney Bitner, statunitense, raccontata da People.

La scoperta della malattia

Nel 2020 Bitner, 38 anni e già madre di tre figli, era incinta del quarto quando durante una vacanza in famiglia aveva iniziato ad accusare forte nausea, mal di testa e problemi di equilibrio. Una visita al pronto soccorso e una risonanza magnetica avevano rivelato una notizia sconvolgente: un imponente tumore al cervello, originato da un melanoma mai diagnosticato in precedenza e poi diffusosi al cervello. «Pensavo: sono troppo giovane perché mi stia succedendo questo», ha ricordato la donna. Il terrore per il proprio futuro e per quello del bambino che portava in grembo era stato immediato: «Pensavo: non ce la farò a superare tutto questo, non vedrò mai questo bambino arrivare a un anno di vita. Ero terrorizzata».

L’intervento e il parto anticipato

I chirurghi sono riusciti ad asportare la parte del tumore che potevano rimuovere in sicurezza, ma a Bitner è stata comunicata la necessità di sottoporsi a un’immunoterapia per permettere al corpo di riconoscere e attaccare le cellule tumorali rimaste. Il trattamento, però, sarebbe stato dannoso per il bambino: prima di iniziarlo, la donna ha dovuto partorire in anticipo tramite cesareo. Il piccolo è nato il 4 maggio 2020, un chilo e settecento grammi, e ha trascorso alcune settimane in terapia intensiva neonatale prima di poter tornare a casa. Bitner gli ha dato il nome del proprio neurochirurgo, chiamandolo Marcus.

La guarigione

Subito dopo il parto, Bitner si è sottoposta a un secondo intervento chirurgico, questa volta risolutivo: i medici sono riusciti ad asportare l’intero tumore, permettendole poi di iniziare l’immunoterapia. Nonostante questo, la donna era consapevole che le probabilità non fossero dalla sua parte, vista la gravità della diagnosi iniziale: «Avevo questi figli e pensavo: non li vedrò crescere», ha raccontato. «Avevo iniziato a scrivere loro delle lettere, con tutte le cose che avrei voluto dire, perché non pensavo che sarei stata lì per dirgliele».

Gli esami successivi hanno invece mostrato che la cura stava funzionando: nell’ottobre del 2020 non c’era più alcun segno della malattia, e a quasi sei anni di distanza Bitner è ancora libera dal cancro. «Sento che ogni giorno che ho avuto da allora è stato un dono», ha detto la donna a CBS News. «Non avrei dovuto avere tutto questo tempo, quindi vivo ogni giorno come qualcosa di prezioso».


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