Kimi fa la differenza con la sua voglia di osare
(Daniele Sparisci) Emozioni sotto al casco, attimi di lacrime. Perché cercava questa vittoria più di ogni altra cosa dopo i guai tecnici che gliene avevano tolte un paio. Kimi Antonelli torna al successo sulla pista dove è nato il mito di Schumacher, a Spa, fra le colline punteggiate d’orange che hanno sperato nel miracolo di Verstappen. Ma niente, Max sul podio è terzo dietro a Leclerc: «Era il massimo che potessi fare».
Kimi ha dato tutto per tenere a bada Charles, lanciato al comando da una virtual safety car intervenuta per pulire la pista dai detriti. Lo ha dovuto ripassare e sperava in una fuga più tranquilla, macché. Leclerc non si è arreso, ha messo pressione al ragazzino che fra i boschi delle Ardenne ha guidato come un campione navigato, sfruttando la maggiore potenza del motore Mercedes. «Dovevamo tenere duro – racconta a caldo Antonelli –, lo abbiamo fatto e sono veramente felice, dobbiamo continuare così». Il colpo è doppio perché il compagno Russell è affondato al primo giro dopo un contatto con Hamilton.
George ha sofferto di un inatteso calo di potenza nel rettilineo del Kemmel, ha perso diverse posizioni ed è finito nella mischia, dove è stato colpito (involontariamente) da Lewis. Il ferrarista ha pagato con 5’’ di penalità, è incappato in un pit stop complicato, durante il quale ha urtato un meccanico (per fortuna sta bene), ed è finito di nuovo sotto indagine per uscita pericolosa dai box. Lewis alla fine ha ripreso le McLaren ed è finito quarto, comunque un bottino importante di punti per una Ferrari meno veloce ma molto più concreta della Mercedes. È Kimi a fare la differenza in questo momento, con la sua voglia di osare, con la sua classe, con la capacità di reagire alla sfortuna. Con quel sorriso da killer (copyright di Toto Wolff) con il quale sta mettendo le mani sul titolo per far sognare l’Italia. Aveva tre secondi di distacco da Charles, lui li ha ricuciti per arrivare freddissimo al momento del sorpasso sul monegasco. A Spa c’è gloria anche per un pugno di giovani: Bortoleto settimo davanti a Lindblad e Colapinto. Bravi anche loro.