di
Marco Bonarrigo
Niente da fare per il danese della Visma, secondo nella classifica generale. Cade in curva e si frattura la clavicola, ritiro necessario
Settimane anzi mesi di allenamento, lunghissimi e monacali ritiri in altura, i «marginal gains» per guadagnare secondi, che spaziano dai bibitoni all’acido lattico per recuperare prima e meglio all’AI nelle ammiraglie ad aiutare gli strateghi della tattica. E poi lo stress dei controlli antidoping (domenica mattina) alle due di notte perché non si sa mai.
Fatiche enormi ma l’assalto al Tour di Jonas Vingegaard sfuma a venti chilometri dall’arrivo della tappa 15, in una banale curva a destra, segnalata malissimo da chi organizza. Anche questo è ciclismo, purtroppo.
Jonas la prende larga, frena dove non si dovrebbe e prima di travolgere una spettatrice frana contro il marciapiede. La smorfia sul viso raccolta dalla telecamera parla da sola, clavicola andata, ciao ciao Tour de France, addio alla seconda posizione in classifica a due passi dall’inizio del Plateau de Solaison dove la sua Visma preparava (o almeno ci provava) l’assalto a Re Pogacar V.

Pogi rallenta i suoi (è caduto anche Isaac del Toro, tocca dargli il tempo di riprendersi) per fare un punto della situazione, scuote la testa e poi lascia che sia la Red Bull di Evenepoel (a quel punto secondo virtualmente in classifica) a inseguire i fuggitivi, anche perché a lui rimane solo un Del Toro.
Lo sloveno sulla salita finale prende il controllo della situazione. Che fare, partire a tutta e rifilare il solito paio di minuti agli avversari? No, banale. Pogi parlotta con Del Toro e si mette a spingere ad un ritmo adeguato a staccare tutti meno il suo pupillo (ed Evenepoel, in netto crescendo di forma) che vuole a tutti i costi trascinare sul podio, spingendo il messicano che fa tanta tanta fatica.
Finisce che Pogi prova a lanciare Del Toro in volata, il messicano allunga due volte, Evenepoel non gli molla la ruota e poi contrattacca e vince la tappa (la sua prima in linea) con Pogacar che palesemente gliela regala per non mettere troppo in difficoltà Del Toro (che perde solo 5″) che strappa la maglia bianca a Paul Seixas (+58″ al traguardo), comunque bravissimo, e avvicina il podio.
Pogi resta in super giallo, Evenepoel è secondo a 5′ esatti (e martedì potrà scatenarsi a cronometro e consolidare il podio), Del Toro è terzo a 5’58”, Seixas quarto a 6’23” con Lipowitz che insegue a 6’48”.
19 luglio 2026 ( modifica il 19 luglio 2026 | 17:59)
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