Corsa a tre per la panchina degli azzurri: sfumato Guardiola, attesa la scelta da parte di Malagò, Maldini e Leonardo
Quella che si aprirà domani deve essere la settimana decisiva per la scelta del ct. Ne è convinto il presidente Figc Giovanni Malagò che non a caso, nella conferenza stampa successiva al suo primo Consiglio federale (il primo luglio), aveva scherzato: “Se per il 23 luglio – giorno in cui presenzierà con Maldini e Leonardo all’Assemblea di Lega Serie A – la cosa non si dovesse essere risolta sarebbe preoccupante”. Sembrava mancare una vita in effetti. Poi la trattativa per chiudere il direttore tecnico (con aggiunta di prestigioso advisor o consulente che dir si voglia) è andata molto per le lunghe (ne valeva la pena, sia chiaro) e il discorso commissario tecnico è slittato. E slittato. E slittato ancora.
pirlo e gli altri—
La cosa buona è che questo dimostra che quello che lo stesso Malagò ha definito un proprio “passo indietro” per lasciare spazio ad un vertice tecnico di assoluto valore come Maldini è qualcosa che va molto oltre le formalità. In un ambiente dove spesso le parole vanno a spasso dietro al vento, il presidente ha davvero atteso il suo dt e ora con lui si sta confrontando per arrivare a una soluzione condivisa per il ct. Dunque se fino a una settimana fa i nomi erano principalmente due – Conte e Mancini – adesso la rosa si è allargata. Maldini e Leonardo avevano già da qualche tempo in mente un profilo diverso da quelli che leggevano sui giornali. Tolto il piano Guardiola (ormai sfumato), la loro idea era quella di affidare la Nazionale a un giovane con una visione di gioco moderna e soprattutto nelle condizioni di portare avanti un progetto di lungo periodo, quindi minimo fino al Mondiale del 2030. Quando la nomina dei due è stata ufficializzata, alcuni tecnici che potevano corrispondere al loro disegno si erano già accasati. Ma non tutti. Andrea Pirlo è l’uomo che in questo momento più si avvicina alla loro visione. L’ultima parola spetta al presidente che, come noto, era più orientato su nomi di una certa solidità come Antonio Conte e Roberto Mancini, tanto che pochi minuti dopo l’elezione del 22 giugno aveva detto: “Un allenatore da filiera? A me piacerebbe ma in questo momento ci sono troppe pressioni”. Talmente tante da non assecondare una scommessa come Pirlo? È un po’ questo il nocciolo della questione. Certo, se alle sue spalle, a garantire per lui con tifosi, presidente e giocatori azzurri, si piazzano due come Maldini e Leonardo, le cose possono cambiare. Giovedì 23 c’è l’Assemblea di Lega a Milano. La speranza di tutti è di arrivarci con una scelta fatta e ampiamente condivisa.