Il kazako riflette sui limiti del circuito attuale e sulle proprie ambizioni: “Preferisco quindici semifinali piuttosto che inseguire ossessivamente quell’unica vittoria”
Alexander Bublik non è mai stato un personaggio banale. Il kazako, da sempre abituato a esprimere il proprio pensiero senza filtri, è tornato a far discutere con alcune dichiarazioni rilasciate a Tennis Magazine, nelle quali ha affrontato diversi temi: dalle possibilità di vincere uno Slam nell’era dominata da Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, fino al proprio rapporto con il tennis e alle ambizioni per il prosieguo della carriera.
L’attuale numero 11 del mondo ha innanzitutto ammesso come la presenza dei due dominatori del circuito abbia inevitabilmente modificato le aspettative di molti giocatori. “Se Sinner e Alcaraz arrivano preparati alla perfezione non ci sono possibilità, ho l’impressione che i giocatori ci abbiano rinunciato, me compreso“. Il kazako ha proseguito rivelando le proprie ambizioni: “Punto a fare i quarti di finale, al massimo la semifinale e andare a casa felice“.
Quello di Bublik è un approccio estremamente pragmatico al tennis professionistico, maturato probabilmente anche grazie ai risultati ottenuti negli ultimi anni. Il vincitore di nove titoli ATP ha spiegato di aver imparato ad accettare i propri limiti senza farsene un problema, preferendo concentrarsi sulla continuità di rendimento piuttosto che inseguire obiettivi che ritiene poco realistici.
“Devi accettare una realtà: non sei Novak Djokovic. Non vincerai Slam come Rafael Nadal o Roger Federer”. Al tempo stesso, è apparso conscio della situazione e molto rilassato a riguardo: “Devi imparare ad accettare le sconfitte e a conviverci, senza lasciare che influenzino il tuo rendimento“.
Reduce dal debutto in Top 10 avvenuto nel corso del 2026, il kazako guarda con soddisfazione al livello raggiunto, pur ponendosi obiettivi misurati per il futuro. “L’obiettivo è restare il più a lungo possibile su questi livelli, ma forse la Top 5 è un po’ troppo ambiziosa“.
Al di là dei risultati sportivi, però, Bublik ha sempre dimostrato di vivere il tennis in maniera differente rispetto a molti suoi colleghi. La felicità, per lui, non coincide necessariamente con trofei e classifiche. “Essere un buon marito, un buon padre e un buon amico è importante quanto il resto. Preferisco raggiungere quindici semifinali piuttosto che inseguire ossessivamente quell’unica vittoria”.