Il ct della Roja esulta dopo la doppietta Europeo-Mondiale: “Che orgoglio i miei ragazzi”. E l’attaccante: “Ho segnato per 47 milioni di spagnoli”

Trattiene a fatica l’emozione, Luis De la Fuente. Arrivato da semi-sconosciuto sulla panchina della Roja nel 2022, dopo l’eliminazione subita agli ottavi di finale da Luis Enrique contro il Marocco. Sotto la sua guida, la Roja ha infilato una vittoria dietro l’altra: Nations League, Europeo e Mondiale. Un percorso in crescendo, proprio come la carriera di De la Fuente, partita dal successo nel campionato Europeo Under 19 nel 2015 e arrivata a sollevare la coppa più bella. Questo il suo commento a fine gara: “Provo solo orgoglio per questo gruppo di calciatori: è un onore averli accompagnati lungo questo percorso, dalle giovanili al tetto al mondo. Sono un esempio come calciatori, come uomini e come famiglia”. 

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E poi c’è l’hombre del partido, Ferran Torres, entrato giusto in tempo per firmare l’impresa. Suo il gol che ha steso l’Argentina nel secondo tempo supplementare, o forse no, come ha confidato nel post gara: “Ho spinto io il pallone in rete, è vero, ma il gol è di 47 milioni di spagnoli. Il destino era scritto: dovevamo vincere noi, anche se poi non è mai facile quando dall’altra parte gioca uno come Messi”. Poi, sul suo percorso al Mondiale: “Ho subito critiche di ogni tipo durante tutto il torneo, ma il destino era scritto. Ringrazio Dio, che dà sempre le cose a chi le merita”.