TREVISO – Lba Tv, la piattaforma ufficiale della Lega Basket Serie A, è nata ufficialmente il 23 settembre 2025. Il progetto, realizzato in partnership quinquennale con Deltatre e nato per volontà della Lega a seguito della mancanza di accordi con le tradizionali piattaforme Ott, ha lo scopo di trasmettere in streaming tutte le 240 partite della stagione regolare, dei playoff e della Supercoppa, al costo di 99 euro. Oltre a ciò contenuti originali e d’archivio e uno storytelling continuo (“Game Day, Every Day”).

L’allora neoeletto Presidente Lba Maurizio Gherardini ebbe a dire: «Abbiamo ritenuto che il modello seguito in questi anni fosse ormai superato e che fosse necessario percorrere una strada diversa anticipando i tempi. Siamo convinti che questo sia il futuro dello sport con le Leghe e i suoi club protagonisti, capaci di distribuire direttamente sul mercato il proprio prodotto. Tutto con l’obiettivo di garantire un futuro sempre più solido al basket italiano di vertice e ai suoi club con un investimento finalizzato ad ottenere con il tempo maggiori ricavi trovando un nuovo e diverso equilibrio economico».

IL NODO

Lba Tv e Sky Sport oggi, a parte qualche estemporaneo passaggio in chiaro su Cielo, rappresentano il modo con il quale gli appassionati possono seguire la pallacanestro italiana. E’ sufficiente? È soddisfacente? Paragonando l’esposizione non tanto del calcio quanto della vera rivale, cioè la pallavolo, la cui offerta è divisa tra Rai, Dazn, Sky Sport e canali ufficiali di Lega, sembra di no. Federico Pasquini, giemme di Treviso Basket, la vede in questa maniera: «Sarebbe un discorso molto lungo. Onestamente parlando credo che delle nazionali come quelli di volley, maschile e femminile, che trainano come hanno fatto negli anni, costituiscano un grandissimo vantaggio. Basta vedere quello che sta succedendo nel calcio: il fatto di non riuscire più ad andare ai Mondiali fa pensare a quella che potrebbe essere la risposta più logica. Io penso che tanti fattori potrebbero essere sistemati, bisognerebbe fare in modo che la pallacanestro possa avere comunque dei ritorni; una volta raggiunto questo obiettivo allora puoi iniziare a fare dei progetti».

LA SVOLTA

Lba Tv ha un discreto seguito, ma probabilmente per sponsor e proprietari non rappresenta quella visibilità che invece oggi sarebbe auspicabile: «È normale che un passo dovesse essere fatto, com’è normale che si stia andando verso una certa direzione. Direi comunque che stiamo parlando di qualcosa che logicamente ha bisogno di un po’ tempo per assestarsi, la gente si deve abituare ad un certo tipo di servizio, ad un prodotto di tale genere. E questo normalmente non succede dall’oggi al domani. Io credo che tutto sommato con Lba Tv sia stato creato un buon servizio e sono anche convinto che possa diventare una strada importante, però poi siamo sempre lì: è tutto il sistema che deve portare la gente a vedere la pallacanestro». Pasquini poi ammette una cosa: non ha rimpianti nel non avere più il basket trasmesso in chiaro: «Non lo rimpiango, nel senso che io preferisco vedere tutto, questo per me resta l’aspetto più importante. Mi rendo perfettamente conto che la pallacanestro in chiaro è quella che ti può portare all’interno del tessuto generale, dove anche chi non conosce questo sport inizia ad appassionarsi, mentre quello che esiste oggi sembra un po’ di nicchia, ma qui bisognerebbe iniziare a fare un ragionamento basato prettamente sui numeri, è come giocare in piazza o dentro una palestra».