Ecco come funziona la struttura che gestisce tutte le necessità di giocatori e allenatore fuori da Milanello. Ma proprio tutte…
A Milanello, da sempre, lavora anche Mr. Wolf. Esatto, quello che risolve problemi. Pochi lo sanno, ma d’altra parte la discrezione è parte essenziale della sua professione. Si muove nell’ombra, dietro le quinte, e guai a chi spiffera qualcosa. L’Harvey Keitel rossonero in realtà è più di una persona. Messi insieme compongono il “Player Care”, che possiamo definire un dipartimento del club. Traduzione letterale: cura del giocatore (ma è ovviamente incluso l’allenatore), il che spiega già molto. Significa occuparsi delle necessità del proprio tesserato. Ma proprio tutte. Si va dalla prima accoglienza, quando arriva un nuovo arrivato, alla gestione delle esigenze più o meno quotidiane lungo la permanenza nel club. Per capirci: si spazia dalla ricerca della casa all’organizzazione della festa di compleanno per i figli. E’ un’assistenza a 360 gradi, h24, che teoricamente (e a volte anche praticamente) non ha confini.
l’organizzazione—
Chi sono i mister Wolf del Milan? A capo del settore c’è Alberto Marangon – classe ’78, quarta stagione in rossonero – che oltre a essere il team manager è anche il direttore organizzativo della parte sportiva: un termine che racchiude la segreteria, il travel manager, la sicurezza, i magazzinieri e anche, appunto, il Player care. Marangon coordina due persone, entrambe under 35, che si occupano materialmente di tutta l’assistenza dedicata ad allenatore, giocatori e rispettivi familiari al di fuori dell’ambito sportivo, ovvero fuori da Milanello. Significa un costante problem solving che va dalla macro esigenza al dettaglio più piccolo. Come funziona per esempio l’accoglienza di un nuovo giocatore? La direzione sportiva comunica l’arrivo del calciatore al team manager, che prende contatto con lui per capire le prime necessità. La più importante, nell’immediato, è sapere se arriva da solo o con la famiglia, in modo da garantire una prima sistemazione per poi passare alla ricerca di quella definitiva. Al giocatore viene poi inviato un file dove viene spiegato cos’è il Milan, diritti e doveri, regolamento interno, come funziona Milanello, le attività media e marketing, gli obblighi con gli sponsor, oltre a una descrizione della città con tutte le opportunità di trovare casa, anche solo partendo da una mappa. È una cosa personalizzata per ogni giocatore. Per dire: c’è anche un cane? La ricerca si orienterà su una soluzione con giardino.
a casa—
Essere accompagnato da moglie, figli o altri familiari ovviamente fa tutta la differenza del mondo. Se ci sono bambini, il Player Care si occupa anche dell’iscrizione a scuola o all’asilo, nelle prime settimane l’assistenza è praticamente quotidiana. L’obiettivo è creare da subito la sensazione di trovarsi non solo in un club dove è richiesta la propria prestazione lavorativa, ma di sentirsi a casa. Sia Amorim che Gila per esempio lo hanno sottolineato subito, senza nascondere una certa dose di compiaciuto stupore. Una filosofia nata con Berlusconi e portata avanti nel tempo, di cui a Milanello vanno molto orgogliosi anche rispetto ad altri club, dove lo stesso tipo di servizio viene svolto magari con modalità più “schematiche”. Chi lavora nel Player Care deve ovviamente maneggiare come si deve più lingue e avere il dono dell’empatia: entrare subito in sintonia col giocatore ed eventuali familiari significa iniziare il lavoro in discesa. Il top è quando si riesce persino ad anticipare le esigenze. Le necessità legate ai figli sono essenziali: non solo asilo o scuola, ma anche babysitting o l’iscrizione in qualche scuola calcio oppure, perché no, in realtà dove si praticano altre discipline sportive.
quante situazioni—
Ma il raggio d’azione del Player Care è sterminato. Servono agganci e contatti ovunque e in qualunque contesto. Si va dalla ricerca del ristorante ai negozi dove fare shopping, dall’ingresso alla beauty farm e la gita in elicottero all’allestimento della torta di compleanno, passando per la prenotazione di voli, viaggi e vacanze. Situazioni leggere, o magari meno leggere se capita che venga rubata la macchina, si buchi semplicemente una gomma o si rompa qualcosa in casa. Gli interventi avvengono con tempistiche molto rapide. E poi ancora: documenti, passaporti, permesso di soggiorno, c’è anche l’assistenza legale quando si deve stipulare un contratto, magari per l’affitto dell’appartamento. Può capitare che venga richiesto un intervento nel cuore della notte se è successo un furto nell’abitazione, o se c’è un’esigenza sanitaria. Familiari compresi ovviamente. Agli occhi del mondo esterno siamo a un livello di servizi che possono sembrare vizi esagerati, ma al Milan ritengono che sia semplicemente un modo per mettere a proprio agio il calciatore. Tradotto: chi si trova bene nel luogo di lavoro, dovrebbe (in teoria) rendere di più. Nessuno comunque – giurano – si è mai spinto troppo in là con richieste fuori luogo. E ovviamente nessuno è obbligato ad affidarsi al Player Care. Anzi, c’è chi preferisce gestirsi in autonomia o magari ha già un proprio factotum. Questo non cambia le carte in tavola, dove il Milan sa sempre di poter calare il jolly: “Tu pensa a giocare, che al resto ci pensiamo noi”. Il motto è sempre valido.
© RIPRODUZIONE RISERVATA