di
Andrea Bocchini
La testimonianza di Martina Polacchini, tra il pubblico all’Ippodromo La Maura: «La gente correva, temevo la calca». Lo show è stato annullato per il maltempo e i biglietti saranno rimborsati
“No, no te puedo olvidar”. Il ritornello di Bad Bunny suona quasi come un presagio per migliaia di fan che sabato sera erano all’Ippodromo La Maura di Milano. Quella che doveva essere una serata di musica si è trasformata, nel giro di pochi minuti, in un fuggi fuggi sotto una violenta grandinata. Un concerto interrotto, poi definitivamente annullato e un ricordo che molti spettatori difficilmente riusciranno a cancellare.
Tra loro c’è Martina Polacchini, 30 anni, impiegata amministrativa di Modena. Era arrivata a Milano insieme al fidanzato Daniele, 27 anni, operaio, per assistere dal vivo, per la prima volta, allo show dell’artista portoricano. I biglietti li avevano acquistati lo scorso anno, appena messi in vendita. Ma non immaginavano certo che la parte più difficile della serata sarebbe stata riuscire a uscire dall’area del concerto.
«Per fortuna a me è andata bene – racconta -. Quando abbiamo iniziato ad allontanarsi verso le uscite ha iniziato a grandinare. Mi sono messa le mani sulla testa per proteggermi e un chicco di grandine mi ha colpito un dito. All’inizio non ci ho fatto caso ma poi, una volta fuori, mi sono accorta che era gonfio». Oggi, sulla mano, c’è un grosso livido, «un brutto ricordo di quella mezz’ora».
A impressionarla, continua, non è stato tanto il colpo ricevuto quando ciò che ha vissuto durante l’evacuazione. «Quando ci hanno detto di uscire, abbiamo subito capito che non sarebbe stata una cosa veloce, ho avuto davvero paura. Non sapevo se saremmo riusciti a uscire tutti interi. La gente ha iniziato a correre e il rischio della calca era alto». Insieme al fidanzato ha cercato riparo sotto un chiosco di panini. Intorno il maltempo aumentava d’intensità.
Scene di caos che trovano riscontro nei numerosi video sui social. Le immagini mostrano spettatori con ferite alla testa, altre che cercano riparo all’interno dei bagni chimici, e altri ancora che si stringono sotto gli alberi nel tentativo di proteggersi dalla violenza della tempesta.
La sospensione del concerto aveva inizialmente lasciato sperare in una ripresa dello spettacolo. «Ci hanno detto di aspettare dieci minuti – spiega Martina – ma già in quel momento avevo capito che lo stop non sarebbe durato così poco. Quando il temporale si è intensificato è arrivato l’annuncio dell’annullamento».
Ma si sollevano anche alcuni interrogativi sulla gestione del deflusso del pubblico. «Era la prima volta che venivo a La Maura, ero partita un po’ scettica dopo aver sentito i racconti delle altre persone – continua -. Se non ci fosse stato questo inconveniente meteorologico forse l’impianto non mi sarebbe dispiaciuto ma credo che non sia un luogo adatto a eventi di questa portata». Secondo lei, le vie di fuga erano insufficienti: «Ho visto solo un’uscita di sicurezza e in situazioni come questa il panico arriva in fretta».
Intorno a lei, persone hanno riportato ferite più serie e sono state trasportate al pronto soccorso. L’esperienza le ha lasciato una forte paura: «Eventi metereologici come questo ti colpiscono soprattutto quando sei all’aperto e non hai un posto sicuro dove ripararti. In pochi istanti può cambiare tutto».
Il concerto non sarà recuperato: gli organizzatori hanno annunciato il rimborso dei biglietti spiegando che la sicurezza del pubblico è stata la priorità assoluta. Per Martina e per le circa 78 mila persone presenti resterà il ricordo di una serata iniziata con la voglia di cantare e conclusa tra grandine, paura e una corsa verso un riparo.
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20 luglio 2026
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