di
Salvatore Riggio

Intervista semiseria di Novak Djokovic a margine dei Mondiali di calcio: «Gli ho dato tutti questi video su tutto ciò che avevo notato in campo, i suoi punti deboli. E lui mi ha battuto tre anni di fila»

Novak Djokovic si conferma ancora una volta uno straordinario showman dentro e fuori dal campo.

Ospite sabato a New York del «Fanatics Fest», prima della finale dei Mondiali di calcio, insieme ad altre stelle dello sport, il campione serbo si è reso protagonista di un siparietto esilarante insieme al comico statunitense Marcello Hernandez durante il segmento «Cold As Balls», un’intervista volutamente non seria condotta all’interno di una vasca di ghiaccio.



















































Nell’occasione Nole ha regalato una battuta ironica su Jannik Sinner raccontando i consigli dati all’azzurro in passato: «Gli ho dato tutti questi video su tutto ciò che avevo notato in campo, i suoi punti deboli, i suoi punti di forza, le cose su cui doveva lavorare. Poi, nei tre anni successivi, mi ha battuto a Wimbledon ogni maledettissimo anno. Quindi, forse ho fatto un errore, non lo so», ha scherzato. Il fuoriclasse di Belgrado ha volutamente enfatizzato la realtà a fini comici, dato che lo storico del torneo di Londra lo ha visto vincere nel 2022 e 2023, senza incroci nel 2024 e con le sole sconfitte nelle semifinali del 2025 e del 2026. L’aiuto offerto al rivale, tuttavia, fa parte della storia.

Come rivelò il coach Darren Cahill nel podcast di Andy Roddick, fu proprio Nole dopo il primo match a Wimbledon a dargli una dettagliata analisi: «Novak mi disse: “Buona fortuna per il lavoro con lui. Sì, colpisce benissimo la palla, ma non c’è variazione. Pochi cambi di traiettoria, nessuna altezza sopra la rete, non viene a rete, non cerca di portarmi dentro al campo. So che risponde bene, ma non è aggressivo sulla risposta. Non attacca il mio servizio”». Dettagli fondamentali per la crescita dell’attuale numero uno al mondo, come ricordato sempre da Cahill: «Quando dissi a Jannik cosa pensava Novak, la sua risposta fu “Va bene, dammi tutto. Cominciamo a cambiare”». Modifiche chiave che hanno proiettato l’italiano alla scalata nel ranking e a cinque Slam vinti, trasformando quei preziosi suggerimenti nel simpatico «pentimento» odierno del campione serbo.

20 luglio 2026