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Redazione Online
Dopo aver pronunciato l’ultimo discorso da primo ministro, Starmer andrà da Carlo III per rassegnare le dimissioni. Nel pomeriggio si saprà la composizione del nuovo governo. E intanto la sterlina sale
Oggi è stato l’ultimo giorno di Keir Starmer come primo ministro del Regno Unito e primo giorno per Andy Burnham, ex sindaco di Manchester e da venerdì nuovo leader del partito laburista britannico con il 95 per cento dei consensi dei parlamentari del suo partito.
Alle 12 (ora italiana) Starmer ha pronunciato il suo ultimo discorso al numero 10 di Downing Street, iniziando con un «Grazie». Ha poi aggiunto: «Il mio lavoro è finito, i cambiamenti che abbiamo apportato sono di tutti, me ne vado con un sorriso orgoglioso di tutto ciò che abbiamo raggiunto». E parlando di Burnham, a cui cede il testimone, dice: «Auguro a Burnham ogni bene possibile».
Nel suo discorso Starmer ha dichiarato: «In sei anni e mezzo ho risollevato il nostro partito da una sconfitta storica nel 2019, l’ho trasformato rendendolo idoneo ad affrontare il Paese e ho ottenuto una schiacciante vittoria alle elezioni generali del 2024». Il premier uscente ha di certo il merito di aver riportato al potere i Labour dopo 14 anni di governi conservatori.
Starmer ha colto l’occasione per sottolineare anche l’importanza di rimanere accanto all’Ucraina: «È vitale ricordare la grandezza della Gran Bretagna
dappertutto. Mentre pensiamo a come risolvere i nostri problemi, c’è qualcosa di più importante che ci dà la fiducia, ovvero che possiamo cambiare il nostro paese per il meglio. Possiamo fare in modo che in Gran Bretagna tutti i ragazzi possano migliorarsi e possiamo tenere persone diverse sotto la nostra bandiera se non soccombiamo alle divisioni». Ha infine ringraziato la moglie Victoria, la sua famiglia, il suo team e tutto il partito: «La politica sarà sempre uno sport di squadra, ringrazio il popolo britannico per l’opportunità che mi ha dato di servirlo», ha concluso, definendo questa opportunità «il più grande onore della mia vita».
Dopo il discorso Starmer si è recato da Re Carlo III, a Buckingham Palace, per rassegnare le sue dimissioni, che il sovrano ha accettato. Ora è il momento di Burnham, che al momento si trova a colloquio con il sovrano prima di pronunciare il discorso di insediamento. La cerimonia, detta tradizionalmente del «bacio della mano» al sovrano, non prevede più da tempo questo atto di omaggio. Per il 77enne re Carlo si tratta del quarto insediamento di un primo ministro in appena 4 anni di regno.
Nel suo discorso il nuovo premier (il settimo in 10 anni) intende suggellare l’impegno a ridare «speranza» al Regno Unito, ma mettendo anche l’accento su «unità e stabilità». Fra le sue priorità, quella di «dare respiro» ai tanti britannici in affanno per «il costo della vita» e d’introdurre misure tali da portare risultati «tangibili» in tempi rapidi alla gente comune. Oltre alla promessa, comune a tutti i predecessori recenti, di ripristinare «la fiducia nella politica» sull’isola: non senza riconoscersi «acutamente consapevole» d’essere il settimo primo ministro in 10 anni in un Paese dove la stabilità di governo del passato appare un ricordo. Ancor di più dopo la Brexit.
La sterlina intanto ha già registrato un rialzo rispetto alle principali valute e si attende con attenzione la composizione del nuovo governo, che verrà annunciata nel pomeriggio, soprattutto la nomina del nuovo Cancelliere dello Scacchiere.
Articolo in aggiornamento…
20 luglio 2026 ( modifica il 20 luglio 2026 | 13:29)
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