L’ormai ex c.t. della Francia lascia tra le polemiche dopo il quarto posto. Il nuovo allenatore sarà Zidane: “Ha il giusto profilo per guidare la nazionale”

Alessandro Grandesso

20 luglio 2026 (modifica alle 13:57) – PARIGI

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Sognava un addio in trionfo. Si deve accontentare del quarto posto. In ogni caso, Didier Deschamps ha scritto la storia della nazionale francese e lascia dopo un regno durato 14 anni, culminato con la vittoria del Mondiale 2018, decorato con una Nations League, una finale e una semifinale mondiali, una finale dell’Europeo. Un’eredità nobile e complessa per il successore in pectore Zinedine Zidane. Eppure, l’addio di DD è contaminato da tensioni e veleni, con certi media e con i vertici federali. Tanto che il c.t. uscente ha persino rifiutato che fosse organizzata una cerimonia in suo onore.

tensioni—  

“Ho deciso di andarmene – ha spiegato di recente l’ex centrocampista – perché il clima era diventato irrespirabile ed era meglio per tutti”. Una frecciata rivolta ad alcuni media e in particolare ad alcuni commentatori. In primis Christophe Dugarry, ex collega di nazionale, diventato opinionista di spicco sulla rete RmcSport che lo ha sempre criticato, relativizzandone il percorso di commissario tecnico e sostenendo apertamente e da anni la nomina dell’amico Zidane. Deschamps ha tolto il saluto all’ex rossonero da tempo ed evita di incrociarlo ai ritrovi dei campioni del Mondo del ’98. Ma l’ormai ex c.t., che aveva annunciato già a gennaio di lasciare dopo il Mondiale, da mesi è entrato in tensione pure con i vertici federali. Un po’ perché non si sentiva pienamente sostenuto di fronte alle critiche, un po’ perché l’attuale presidente Philippe Diallo ha lasciato intendere apertamente di aver già il successore, senza smentire le voci su Zidane, anche appena prima del Mondiale nordamericano.

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rispetto—  

Postura poco apprezzata da Deschamps sentitosi in parte esautorato. D’altronde, nell’ultima conferenza stampa, dopo la sconfitta con l’Inghilterra, ha ricordato come la cosa più importante alla fine sia “il rispetto”. Quello che probabilmente non ha sentito pienamente nell’ultima fase della sua gestione iniziata nel 2012, quando la Francia era allo sbando dopo il Mondiale della vergogna del 2010 e un Europeo fallito. Deschamps prese il posto dell’ex compagno di nazionale Laurent Blanc e ha costruito un impero di 185 partite, il 20% del totale della Francia, vincendone 120, pareggiandone 35 e perdendone 30. Venti su ventisette le vittorie al Mondiale. In 14 anni, DD ha utilizzato 124 giocatori facendone debuttare 89, costruendo tra una generazione e l’altra una squadra di altissimo profilo e vincendo il 40% dei titoli complessivi. “Zidane – ha dichiarato di recente con sportività Deschamps – ha il profilo giusto per fare il c.t. della Francia”. Zizou, fermo dal 2021, entrerà in carica il primo settembre, mentre l’annuncio è previsto nei prossimi giorni. Deschamps, dopo un periodo di riposo in famiglia, si rimetterà subito in gioco: “Non sono il tipo che va a letto la sera senza sapere cosa farà al mattino”. Le offerte non dovrebbero mancare, tra il sogno di allenare in o l’Italia, e le ricche opportunità in Arabia Saudita.