Giornata cruciale per la Gran Bretagna: Andy Burnham è il nuovo primo ministro laburista. E, nel suo primo discorso davanti a Downing Street, ha già tracciato la linea del suo governo: “La Gran Bretagna deve mostrare al mondo che può ritrovare la sua stabilità: è questa la sfida che abbiamo davanti”. “Dobbiamo fare meglio” di quanto è stato fatto negli ultimi anni “e lo faremo”, ha aggiunto, assicurando di avere “un piano” di lungo periodo, per migliorare il Paese nei prossimi “10 anni”, ribadendo di voler rendere “più sostenibili” le condizioni di chi sta peggio. 

Il discorso di Burnham è arrivato poche ore dopo quello di Keir Starmer che, in mattinata, sempre da Downing Street, ha pronunciato il suo addio da primo ministro, prima di andare da re Carlo III per offrire le sue dimissioni: “Abbiamo ottenuto risultati importanti”, ha rivendicato.

L’ultimo discorso di Starmer

“Il mio lavoro è stato fatto, lascio un Paese più forte e più equo di due anni fa”, ha detto Keir Starmer nel suo discorso di saluto alla nazione. Non è mancato un riferimento al sostegno all’Ucraina e alla certezza che “la nostra grande nazione” continuerà a stare al fianco di Kiev. Sul fronte interno, ha parlato di un’economia tornata “a crescere”. “Auguro ogni successo ad Andy Burnham, avrà il mio pieno sostegno”, ha assicurato. “Me ne vado con buona grazia, con il sorriso sul volto e orgoglioso di quanto abbiamo fatto”.

Il primo discorso di Burnham da premier

Burnham, invece, insediandosi a Downing Strett, ha evocato un nuovo “modello economico” per il Paese, soffermandosi soprattutto sulla necessità di una svolta in politica interna e di decentramento, dopo decenni di ricette neoliberali in cui – è tornato a dire – “la politica è stata centralizzata e l’economia privatizzata” a dismisura.  Ha quindi parlato di “speranza”, di “unità”, di “positività” e di “una comune determinazione” a cambiare. Ha anche evocato la necessità di rispettare i paletti di bilancio, “le regole fiscali” di riportare sotto controllo i costi del welfare in modo “equo e sostenibile”, d’investire “nel successo” di coloro che sono rimasti indietro “invece che di pagare per il loro abbandono”.  E, sullo sfondo della sua già annunciata intenzione di creare una succursale del Numero 10, denominata Downing Street Nord, per rilanciare il decentramento e la devolution, ha infine fatto cenno a un qualche recupero del progetto – cancellato sotto il governo Starmer per ragioni di costi – per l’alta velocità ferroviaria estesa ai treni sulla tratta Birmingham-Manchester. 

Approfondimento
Uk, inizia l’era di Andy Burnham: dalle pensioni alla difesa, le sfide