La scelta del ct dell’Argentina di non far entrare il capitano dell’Inter contro la Spagna fa discutere

Quando una squadra ti nasconde il pallone e ti impedisce di giocare, solitamente la prima causa è proprio la sua superiorità. La Spagna ha fatto così con tutte le avversarie del suo splendido Mondiale e quindi l’Argentina può trovare parziale consolazione proprio in questa considerazione. Contro la nazionale di De la Fuente perfino la Francia super offensiva e talentuosa non è riuscita a rendersi pericolosa. La squadra di Scaloni non aveva una qualità individuale eccelsa, Messi a parte, e quindi qualche difficoltà in fase di costruzione era prevedibile. Ma la realtà ha superato perfino le ipotesi più severe, perché l’Argentina solo verso la fine del secondo tempo supplementare, spinta dalla disperazione, è riuscita ad avvicinarsi alla porta di Unai Simon e a tirare con pericolosità, ma alto. Nessun tiro nello specchio, a dimostrazione di una sterilità impressionante.

atteggiamento rinunciatario—  

Ma è stato solo merito della qualità della Spagna? Probabilmente no. Rispetto alle altre gare l’Argentina ha accentuato l’interpretazione estremamente difensiva della gara. Non conta tanto quanto tempo tieni il pallone tra i piedi, ma cosa ne fai quando ce l’hai. E sotto questo punto di vista la Seleccion è stata deludente: solo lanci lunghi, nessuna capacità di dialogare e di risalire il campo, tutto affidato alla classe di Messi. Il 4-4-2 iniziale mirava soprattutto a chiudere gli spazi, ma le corsie sono state utilizzate pochissime in fase offensiva. I successivi cambiamenti tattici sono dipesi in parte dagli infortuni e in parte dalla necessità di rinforzare gli argini visto che la Spagna stava crescendo minuto dopo minuto. Ma alcune scelte di Scaloni non sono state convincenti. Come quella di non inserire Lautaro Martinez. Il ct argentino, dopo aver perso Lisandro al 45’ del primo tempo con l’obbligo di giocarsi un primo slot oltre alla prima sostituzione, avrebbe dovuto tenere in considerazione la necessità di fare un cambio offensivo, anche per non trasmettere ai suoi giocatori e agli avversari che l’unica strada per arrivare al titolo fossero un’orgogliosa resistenza e i rigori (e chi li avrebbe tirati, visto che erano usciti tre candidati come Montiel, Alvarez e Nico Gonzalez? È vero che va chi se la sente, però Lautaro sarebbe potuto servire anche pensando a questo epilogo). L’espulsione di Enzo Fernandez ha complicato i piani, ma il cartellino rosso è arrivato al 48’ della ripresa, quando i cinque cambi erano già stati fatti. Ne restava uno, quello aggiuntivo riservato ai supplementari, e al 102’, in modo abbastanza sorprendente, Scaloni ha tolto Julian Alvarez inserendo Marcos Senesi, difensore del Tottenham, invece di Lautaro e abbassandosi ulteriormente. Così la Spagna poteva preoccuparsi solo di Messi, ha ulteriormente accelerato e ha trovato in quattro minuti la rete decisiva. La beffa è che sui piedi di Senesi stava per capitare la più ghiotta occasione per il pareggio, ma il difensore è stato anticipato da Cubarsì nell’area piccola, forse anche per la mancanza dell’istinto dell’attaccante.

L’interista—  

Il Mondiale di Lautaro, quindi, si è concluso con la delusione ben manifestata in un primo piano colto dalle telecamere. L’interista era arrabbiato per la sconfitta, ovviamente, ma è probabile che dentro di sé fosse amareggiato per non aver potuto essere utile nemmeno un minuto. Dopo la rete decisiva all’Inghilterra, Lautaro aveva dichiarato di non essere contento per lo scarso utilizzo nella fase a eliminazione diretta, ma che avrebbe continuato a dare il massimo anche solo per uno, tre o cinque minuti. In finale, però, non ha avuto a disposizione nemmeno un secondo. Nella finale di Qatar 2022 era entrato nei supplementari e aveva partecipato alla costruzione della terza rete argentina, ieri ha solo potuto tifare. In questo Mondiale è stata l’unica volta in cui è rimasto in panchina per tutta la gara. Il bilancio conclusivo è di quattro partite da titolare e tre ingressi a gara in corso, tre gol (a Giordania, Svizzera e Inghilterra) e un assist (per il 3-2 di Enzo Fernandez all’Egitto). Un rendimento discreto, nobilitato dalle giocate determinanti per vincere nei quarti e in semifinale, e un ultimo atto deludente, sia per il risultato sia per la mancata partecipazione alla partita. Adesso Lautaro si dedicherà alla famiglia e alle vacanze. Poi tornerà in Italia e penserà alla nuova stagione con l’Inter.