Il rap e la trap italiana non sono più una cosa da ragazzi, o almeno, non solo. A riscrivere le regole del gioco, scalzando gran parte dello scetticismo iniziale, c’è una ragazza di 22 anni che ha deciso di prendersi spazio senza chiedere permesso. Si chiama Anna Pepe e il suo percorso racconta di come si possa conquistare la scena a suon di numeri e barre. Dalla vetta della classifica FIMI con il suo ultimo progetto, Million Dollar Babe (anticipato dalla hit estiva White Girl Wasted), la baddie di La Spezia ha dimostrato di possedere una visione internazionale che nessuno può più fare finta di ignorare.



La scalata di Anna in un mondo di uomini


Basta ripercorrere la sua parabola per capire la portata di questa ascesa. Esplosa a soli 16 anni nel 2020 con il fenomeno Bando – firmando un debutto storico per un’artista italiana così giovane – Anna ha bruciato le tappe senza scorciatoie, consolidandosi per anni come l’artista femminile più ascoltata in Italia. Un primato pesante in un genere, la trap, storicamente blindato e dominato dagli uomini. Eppure Anna lo ha fatto a modo suo, scrivendo interamente i suoi brani: «È la verità: sono self made. Non ho avuto bisogno di nessuno per diventare quello che sono», ha raccontato in un’intervista rilasciata ad Andrea Laffranchi per Il Corriere della Sera.


Una gavetta fatta di provincia, di pregiudizi superati («C’è un commento che non dimenticherò mai: “Ma tuo padre lo sa che fai questa roba?”») e di un background musicale nutrito dai vinili hip hop e portoricani del padre deejay. Il titolo del suo disco Million Dollar Babe non è una sfacciata esibizione di denaro, ma una dichiarazione d’intenti: «Volevo dire che in un percorso di crescita personale e professionale sono riuscita a darmi valore», spiega, ammettendo come il successo l’abbia aiutata a fare pace con le proprie insicurezze. Un percorso che arriva dopo il riscontro del suo primo album in studio, Vera Baddie (certificato quintuplo platino e rimasto per diverse settimane in vetta alla classifica FIMI), costellato da brani fortunati come Vetri neri, 30ºC e Désolée.





E se i look audaci, la parrucca rosa e le pose sui social fanno discutere i benpensanti – come accaduto anche dopo il celebre siparietto con un addetto alla sicurezza di un brand di lusso – la risposta delle classifiche e del pubblico è stata inequivocabile. Anna sa muoversi con la stessa naturalezza tra mondi apparentemente lontani: dal selfie al Quirinale con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ai successi oltreconfine, dove ha già conquistato un pubblico importante soprattutto in Francia. 



L’Eurovision e la profezia di Gabriele Corsi

Ma qual è il prossimo passo per un’artista che ha scalato le classifiche e imposto il proprio nome nella nuova scena musicale italiana? La risposta arriva chiara quando si parla di un possibile futuro sul palco dell’Ariston. Se un giorno dovesse approdare a Sanremo, Anna ha già le idee precise: la priorità sarebbe l’Eurovision. «Per i miei show vorrei un palco come quello e sento che potrei fare una figata per portare in alto la bandiera italiana e rendere più digeribile la nostra musica all’estero», ha raccontato a Laffranchi.




Un’ambizione che oggi appare concreta, e che si intreccia anche con una curiosa battuta lanciata da Gabriele Corsi. Intervistato da Leggo alla vigilia della sua sesta esperienza alla conduzione dell’Eurovision Song Contest, insieme a Elettra Lamborghini, il conduttore aveva scherzato: «Se quest’anno vince Sal Da Vinci, l’anno prossimo vince Anna Pepe?».




Una provocazione nata come gioco, ma che fotografa una realtà: Anna possiede quell’attitudine globale e quella forza scenica che oggi servono per affrontare un grande palco internazionale. Gli scettici possono continuare a storcere il naso, ma i numeri hanno già emesso la loro sentenza: Anna Pepe è cresciuta, ha trasformato le fragilità in consapevolezza e ora guarda ben oltre i confini italiani. L’Europa, a questo punto, è soltanto il prossimo passo.




Ultimo aggiornamento: lunedì 20 luglio 2026, 21:08





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