Tra look rivoluzionari, campagne pubblicitarie, musica, contratti milionari e due Palloni d’oro con l’Amburgo, l’inglese anticipò di decenni il calcio dello spettacolo, senza tradire le radici operaie
Prima di Beckham ci fu Keegan, prima dello sfarzo ci fu lo sforzo. Icone, parliamo di. Kevin Keegan per primo spostò lo star-system in area di rigore, lo fece in un’epoca – gli anni 70 – che la storiografia più pigra vuole di passaggio, chiusa nella parentesi dei favolosi 60 dove ogni mondo era possibile e degli 80 che arrivarono nudi alla meta, ma con molta plastica e altrettanta fuffa nella differenziata dei sentimenti. Un’epoca che invece segna – non solo nella società, ma anche nel calcio – una linea di confine e la possibilità di una nuova ipotesi, poiché – dopo le promesse mancate delle varie rivoluzioni – offrì alla generazione degli adolescenti diventati uomini un senso alla loro direzione.