La famiglia ha annunciato la morte della leggenda del Liverpool e della nazionale inglese, ma anche di Amburgo e Newcastle: “Era un marito, padre e nonno amatissimo”. Lascia la moglie e due figlie
Kevin Keegan è morto all’età di 75 anni. Keegan è stato una leggenda del calcio inglese e ha vinto il Pallone d’oro 1978 e 1979 giocando per l’Amburgo, in Germania. In patria, è stato giocatore e allenatore dell’Inghilterra, oltre che un simbolo del Liverpool, con cui ha giocato dal 1971 al 1977 vincendo una Coppa dei Campioni, 2 Coppe Uefa, 3 campionati inglesi, 1 Fa Cup e 2 Charity Shield.
il comunicato—
La famiglia ha annunciato la morte con un comunicato: “È con immensa tristezza che annunciamo che Kevin Keegan è venuto a mancare all’età di 75 anni. L’ex giocatore e commissario tecnico dell’Inghilterra stava combattendo contro un cancro ed era circondato da sua moglie e dalle sue figlie nei suoi ultimi momenti di vita. Kevin era un marito, padre e nonno amatissimo. La famiglia desidera ringraziare l’eccezionale équipe medica che lo ha seguito per tutto il sostegno ricevuto. Questo è un momento estremamente difficile e la famiglia chiede rispetto della propria privacy”.
che cosa aveva—
Keegan a gennaio aveva rivelato di avere un cancro e meno di due mesi fa aveva detto al Daily Mail che il tumore contro cui stava combattendo da diversi mesi aveva raggiunto il quarto stadio. “Mi è stato detto che un medico di fama sta utilizzando un nuovo metodo”. Non è bastato, purtroppo. Keegan lascia la moglie e due figlie.
stella in campo e fuori—
Scovato da Bill Shankly nel 1971 quando giocava nello Scunthorpe United, fu l’uomo simbolo del grande Liverpool dell’epoca, capace di vincere nel giro di sei anni tre campionati inglesi, una FA Cup (memorabile la sua doppietta in finale contro il Newcastle nel 1974), due Charity Shields, due coppe Uefa e soprattutto la prima coppa dei Campioni, battendo in finale a Roma il Borussia Moenchengladbach. Grande personaggio anche fuori dal campo, testimonial in molte pubblicità, stella indiscussa, si convinse a lasciare l’Inghilterra attratto dai marchi tedeschi dell’Amburgo. In Germania, tra alti e bassi, lasciò comunque il segno portando la sua squadra a vincere la prima Bundesliga dal 1960 e poi a giocare una finale di coppa Campioni, persa contro il Nottingham Forest nel 1980. E si portò a casa due Palloni d’oro. Poi il ritorno in patria, a 29 anni, con le meno fortunate esperienze al Southampton e al Newcastle, scelto da Keegan quando era in Second Division e riportato nella serie maggiore. A 33 anni il ritiro. Meno dirompente il suo apporto alla nazionale (giocò la fase finale dell’Europeo 1980 mentre al Mondiale 1982 fece da comparsa causa infortunio). Piccolo, agile, veloce e dotato di grande tecnica, era un attaccante atipico nel panorama inglese. Da allenatore riportò in Europa il Newcastle e fu a un passo dal trionfo della Premier League nel 1996, sorpassato dallo United di Ferguson. Fu anche ct della nazionale inglese all’Europeo del 2000 con i Tre Leoni eliminati ai gironi.
Scopri i luoghi simbolo del calcio in Europa: Viaggia con Gazzetta
il tributo del newcastle—
Il Newcastle, suo club per due anni da calciatore e cinque da allenatore, gli ha reso omaggio. “Kevin è stato molto più di un calciatore e di un allenatore leggendario. È stato il cuore pulsante del Newcastle United per intere generazioni di tifosi. Da giocatore ha portato talento di livello mondiale, ambizione e fiducia a St. James’ Park, contribuendo a trasformare la percezione di ciò che il Newcastle United poteva diventare. Da allenatore ha acceso l’entusiasmo della nostra città”.
La Gazzetta dello Sport
© RIPRODUZIONE RISERVATA